domenica 14 aprile 2013

III DOMENICA DI PASQUA - ANNO C


Viene Gesù, prende il pane e lo da loro, e così anche il pesce


+ Dal Vangelo secondo Giovanni  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovava insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: « Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.



Omelia

L'esperienza degli apostoli con il Signore Risorto è al centro del messaggio di oggi.
Nella prima lettura i discepoli dopo l'incontro con Gesù Risorto rafforzati nella fede e speranza annunziarono la buona novella senza timore a Gerusalemme. Erano stati già proibiti di parlare nel nome di Gesù ma non dissero i discepoli al sommo sacerdote,"bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini". Siamo all'inizio degli annuncio cristiano e il loro messaggio è il cuore del messaggio cristiano,"il Dio…ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo sulla croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore…". Questo è la verità cristiana: la morte e risurrezione di Cristo. La fede cristiana se è vera ammette questa verità fondante perché "non c'è amore più grande di chi da la vita" (Gv 15,12-13). Negare questa Verità è negare Cristo. Dare la vita, un messaggio che contrasta radicalmente con la visione del mondo oggi dominante: prendere, ricevere, guadagnare per sé, arrivare per primi, arricchirsi anche a scapito degli altri, competere..."
Gli apostoli per avere obbedito e osservato gli insegnamento di Gesù "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato," (Mc 16,15-20) hanno sofferto molto. Non c'è una rosa senza spina!!! Niente testimonianza evangelica senza croce. La chiesa di ogni tempo subisce una sorte di martirio. Gesù aveva promesso una ricompensa a chi Lo testimonia dicendo "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli"(Mt. 5,3-12). E' bello notare la gioia degli apostoli che dopo "essere flagellati e ordinati di non parlare mai più nel nome di Gesù si sentirono giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù". Dall'esperienza dei primi cristiani noi della parrocchia possiamo capire che la sofferenza per causa del vangelo non è una novità.
L'evangelo ci presenta la figura dell' apostolo Tommaso che non accetta la testimonianza degli altri discepoli  perché deve vedere e toccare per credere alla risurrezione di Cristo. la fede disse qualcuno "non ha bisogno di segni… Gesù lo “rimprovera” : "beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". E commosso Tommaso fa una delle professioni più profonda del vangelo "mio Signore e mio Dio". Che né pensi di Tommaso? Non è solo colui che mette in dubbio la testimonianza degli altri né colui che si nasconda dalla comunità, è l'esempio anche di chi ama Gesù. Quando Gesù voleva tornare a Betania " i discepoli gli dissero: Rabbì, poco fa i giudei cercavano di lapidati e tu ci vai di nuovo? Allora Tommaso disse ai discepoli: Andiamo a morire con Lui"( Gv. 11,8)
L'evangelo ci ricorda quanto vacilla la nostra fede in Dio. I pescatori di Galilea delusi per la morta di Gesù tornarono al loro prima mestieri e solo il miracolo della pesca miracolosa fatta perché erano obbediente alla parola di Gesù, "gettate le rete dalla parte destra della barca e troverete".

Padre Ethel      

sabato 6 aprile 2013

II DOMENICA DI PASQUA DETTA ANCHE DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA


Egli doveva risuscitare dai morti

+ Dal Vangelo secondo Giovanni    Santi di oggi

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore



OMELIA DI QUESTA DOMENICA

In questa domenica risuona ancora l'annuncio della resurrezione del Signore Gesù Cristo. E' da sottolineare anche l'incredulità non solo di Tommaso ma anche degli altri che non si sono ricordate degli insegnamenti di Gesù come i due discepoli di Emmaus: "Il Figlio dell'uomo - dice Gesù ai suoi discepoli - deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno". E alla mancanza di fede di Tommaso Gesù pronuncia una nuova beatitudine "beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". Maria madre di Gesù è un modello di coloro che hanno creduto nell'adempimento della parola di Dio. San Giacomo nella sua lettera capitolo1,22-25 dice "Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s'è osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla."

La liturgia della parola di oggi ci presenta l'immagine della comunità primitiva che è modello della parrocchia, una comunità che vive la legge di amore come ci descrive bene queste parole degli Atti degli Apostoli:" Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone …", "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti avevano un cuore solo e un'anima sola". Ecco l'immagine della prima comunità cristiana. Colpisce per la sua armonia perfetta. Per noi oggi giudicheremo questo stare insieme irraggiungibile ma questo stare insieme è uno dei frutti dell'esperienze personali e comunitaria con il Risorto. Perché alla morte di Gesù erano dispersi i discepoli e dopo la resurrezione si sono riuniti insieme. Questa unita per cui Gesù ha pregato "tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato." . Se la nostra comunità parrocchiale e i singoli parrocchiani non fanno l'incontro viva con la persona del Gesù crocifisso e Risorto, allora giudicheremo questa comunità troppa bella e non l' assomiglieremo  mai. L'esperienza del Risorto aumenta la fede e dona ai fedeli la grazia, il coraggio e la capacità di testimonianza.

L'evangelo mette in risalto il grande avvenimento della resurrezione di Gesù. Chiusi nel cenacolo per paura degli Ebrei e la grande delusione causata dalla morte di Gesù, Gesù si manifestò in mezzo ai suoi donandogli :
° La pace. Ben 3 volte in un'apparizione.
° Lo Santo Spirito. soffiò su di loro come nella creazione dell'uomo.
° Dona alla Sua chiesa il potere di rimettere i peccati. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.
Questi sono i tre doni del Risorto ai Suoi.

Oggi è la domenica della Divina Misericordia.  Nel 1913 Gesù parla a Suora Faustina dicendo: desidero che vi sia una festa della misericordia". E Gesù spiegò a lei il motivo per cui vuole che ci sia questa festa cosi "le anime periscono, nonostante la mia dolorosa passione… se non adoreranno la mia misericordia, periranno per sempre".

La grandezza di questa festa è dimostrata dalla promessa di Gesù:
° In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene.
° Gesù disse a Santa Faustina che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della mia misericordia … in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine.


 
 


domenica 31 marzo 2013

DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE


Egli doveva resuscitare dai morti


+ Dal Vangelo secondo Giovanni Santi di oggi

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Omelia


domenica 24 marzo 2013

DOMENICA DELLE PALME


Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

- Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

- Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

- Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

- Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

- Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

- Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

- Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

- Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
Parola del Signore

Omelia

domenica 17 marzo 2013

PRIMA CONFESSIONE

Ieri per i 17 bambini che a maggio faranno la prima comunione è stata una giornata importante. Riuniti all'Eremo con i parroci e le catechiste hanno partecipato alla piccola cerimonia della confessione.
Accompagnati dal nostro coro uno dopo l'altro, con tanta emozione nel cuore, si sono liberati dei loro piccoli peccati.
La giornata è proseguita con l'animazione del GRUPPO GIOVANI della nostra Parrocchia, ringraziamo quindi Beatrice, Claudia, Giorgia, Laura e Simona per la loro disponibilità, per poi partecipare alla S. Messa, celebrata da Padre Michele, insieme ai genitori, famigliari ecc.
Il tutto non poteva finire con una cena organizzata dagli amici della Confraternita aiutati dalle catechiste.
Un'altra occasione di festeggiare un momento importante per i bambini del catechismo.
Appuntamento quindi il 5 maggio per la PRIMA COMUNIONE.
Vi presentiamo i nostri ragazzi insieme alle loro catechiste Patrizia Marani e Rita Di Vico:


ALESSANDRO CORAGGIO
ALESSIO STEFANI
EDOARDO FIORANI
FEDERICO CARBONETTI
FEDERICO CODA
FRANCESCO CONTI
LAIZA DOS SANTOS
LETIZIA COSTANTINI
LORENZO CORALLINI
LUCREZIA FIORANI
MATTEO CECIARELLI
PAOLO RYZHUK
RENATO RABBAI
ROBERTA MURGIA
SIMONE PANNACCI
THIAGO CERSOSIMO
VALERIO MARANI

V DOMENICA DI QUARESIMA

Gv 8,1-11
Chi dì voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro dì lei

+ Dal Vangelo secondo Giovanni  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola del Signore


domenica 10 marzo 2013

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

+ Dal Vangelo secondo Luca   Santi di oggi

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola del Signore

OMELIA

Dal pentimento nasce l'amore

Finisce la manna, ma non il dono di Dio che passa sempre attraverso la nostra libertà. La libertà, nel camino di fede, costa e chiede di saper non solo accogliere ma trovare il pane. Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Il cammino della Quaresima ci porta a nascere nuovamente ed è la gioia della nascita, che la liturgia celebra nella domenica Laetare. C'è gioia ogniqualvolta si nasce, e tutte le volte che si rinasce. Il figlio se ne va non per paura, per perdersi, ma per attestare la sua libertà e per rinascere. Bisogna lasciare a Dio la libertà di accoglierci e riconciliarci. Bisogna ritornare disarmati dinanzi a Lui per poter permettere alle sue braccia di stringerci. Se si rimane nella casa senza amore, si è lontani dalla casa.

Così si nasce, nel travaglio della lontananza, si rinasce nella nostalgia della casa, si diventa nuova creatura, che torna dai sentieri del prodigo.