E’ il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.
+ Dal Vangelo secondo Marco Santi di oggi
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore
Riflessione
Carismi Fratelli e Sorelle,
In queste domeniche, fino a novembre, proseguiremo nell'ascolto del Vangelo secondo Marco. Un brano dopo l'altro, la vita terrena del Signore è come raccontata a puntate. Vengono in mente i serial televisivi, le telenovele con centinaia di puntate, però non è la liturgia che si mette a copiare la televisione, è stata se mai la televisione a copiare dalla liturgia della Chiesa. Usando il linguaggio televisivo, diremo allora che la puntata odierna del Vangelo ci propone due parabole raccontate da Gesù ai suoi discepoli, con riferimento a una situazione molto comune allora, e non meno comune oggi: una situazione di crisi. Molta gente era in crisi nei confronti di Gesù, e perfino qualche apostolo: essi trovavano difficile accettare le ide del Signore, e viverle. Con due parabole Gesù intendeva infondere fiducia nei discepoli, e farli uscire dalle loro difficoltà. E come, allora, la crisi dunque è in tutti i tempi. Sembra proprio che il confrontarsi con esse sia condizione normale nella vita dell'uomo, del cristiano, anche nel suo rapporto con Dio. Dio è esigente, promette, offre un' amicizia, un alleanza, un progetto, ma qualche volta - alla nostra impazienza - sembra che si dimentichi dell'uomo. Le tempeste fanno mettere agli alberi radici più profonde. (Claude McDonald). I nostri vecchi potrebbero proporci i loro bei proverbi:
- Il buon marinaio si conosce nelle tempeste.
- La strada piana non porta al cielo.
- Del resto san Francesco di Sales ci ha avvertito: " in cielo si va con un sassolino nella scarpa". Dunque cerchiamo di crescere, facciamo per bene la parte nostra. Il resto lo farà il Signore: misteriosamente, seguendo le sue vie.
P. Jean Paul
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