Alle mie pecore io do la vita eterna
+ Dal Vangelo secondo Giovanni Santi di oggi
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore
Oggi è la domenica detta 'domenica del buon pastore'. E la chiesa celebra la 50ma Giornata mondiale di preghiere per la vocazione. Siamo invitati quindi a pregare per le vocazioni ma "stiamo attenti!!! Non facciamo l'errore di pensare che questa riguardi soli i sacerdoti," perché sta chiamando tutti gli uomini alla salvezza. Questa bellissima preghiera "donarci tanti e santi sacerdoti, santi ragazzi e ragazze, sante famiglie,"esprime che la chiesa di oggi ha bisogna delle 'guide', preti, anziani, giovani, bambini e famiglie che chiamati da Dio stesso conducano i loro fratelli a Gesù, il Buon Pastore. Il compito non facile di ogni chiamato sia sacerdote o no è di condurre tutti gli uomini alla chiesa.
Il canto al vangelo di oggi che inizia cosi: "Io sono il buon pastore…conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me". Il pastore per eccellenza è Gesù che ha affidato agli uomini la guida della sia chiesa. A Pietro disse Gesù,"pasci le mie pecorelle" e a tutti credenti disse"Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato"(Mc. 16,15-20).
In Cristo Risorto popoli diversi e dispersi della terra possono essere uniti in una sola famiglia, in solo corpo e una sola anima perché Egli è il pastore.
Perché l'auto proclamazione di Gesù come buon pastore? Perché non si è auto definito 're del mondo? La risposta è perché è venuto a guadagnarsi i cuori degli uomini per via dell'amore. Nella mentalità e cultura biblica il pastore è colui che si interessa degli altre persone verso le quale ha delle responsabilità. Il re nell'antichità riceva il titolo di pastore ma è solo in Gesù che vediamo il re che dona la sua vita per le sue pecorelle.
Nella parabola delle pecore smarrita in Lc. 15, 4-7 comprendiamo bene cosa vuol dire Gesù Buon Pastore. Qui contempliamo Gesù che lascia le novantanove Pecorelle e va a cercare una pecora smarrita affinché la ritrova e la riporta all'ovile sulle spalle. Egli ha una relazione profonda con il Suo gregge: "le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conoscono ed esse mi seguono". Nell'vangelo di oggi appaiano tre verbi:
1) Ascoltare.
2) Conoscere.
3) Seguire.
Ascoltare: Questo implica, un'adesione gioiosa e una scelta di vita. Qualcuno disse che l’ascolto è l'essenza della nostra religione: " Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. (Deuteronomio cap. 6 , 4-13, 20-25 )
Conoscere: "Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me". Questo verbo risuona quattro volte nel capitolo dell'vangelo di oggi. Nel senso biblico indica una relazione profonda d'amore di una coppia. È una conoscenza diretta e personale. Conoscere vuol dire sapere distinguere i falsi dai i veri pastori. "Chi fa il guardiano solo per mestiere, quando vede venire il lupo, lascia le pecore e scappa, perché le pecore non sono sue. Così il lupo le rapisce e le disperde".
Seguire. Seguire è andare dietro a Gesù, praticare le stesse sue virtù.
Nessun commento:
Posta un commento