domenica 19 gennaio 2014

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gv 1,29-34

Ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo

+ Dal Vangelo secondo Giovanni    Santi di oggi

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

Omelia

L'universalità della salvezza è al centro della liturgia della parola di oggi: “Io ti renderò luce delle nazioni, perchè porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”.
(Prima lettura).
L'apostolo Paolo è chiaro sull'universalità della salvezza quando scrisse "Dio nostro salvatore vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità" (1 Timoteo 2,3-4). Come si legge nel libro del profeta Ezechiele: « Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? » (18,23). Per questo egli offre con insistenza la sua grazia, che è come una mano sicura che strappa dalla palude del peccato l’uomo, suo capolavoro (Famiglia Cristiana, 11 agosto 2011) Dio ha in mente la salvezza di tutta l'umanità, Paolo nel brano già citato è chiaro anche perchè scrive a Timoteo  di sangue misto - padre greco e madre ebrea.  
Anche il principe degli Apostoli Pietro testimonia la volontà di Dio di salvare tutti quando disse “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga...E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome” (Atti 10,34-49).
La salvezza è un dono della grazia di Dio che chiede anche la collaborazione dell'uomo, “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20). La chiesa quindi ha l'ordine dal Suo Signore di portare tutti a salvezza. In quanto sacramento, la Chiesa è strumento di Cristo. Nelle sue mani essa è lo «strumento della redenzione di tutti », genere umano nell’unico popolo di Dio, la sua riunione nell’unico corpo di Cristo, la sua edificazione nell’unico tempio dello Spirito Santo » (CCC 776).
Nel vangelo ci riporta la seconda testimonianza che Giovanni Battista ha reso a Gesu: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo". Lo toglie perché lo prende su di sé, sulle proprie spalle, e lo fa morire nella propria morte. Se oggi non ci rallegriamo per questo lieto annuncio è perché non abbiamo nessuna idea di cosa sia il peccato, e anche se frequentiamo la Chiesa abbiamo una conoscenza molto riduttiva di esso: pensiamo che sia una cosa buona, ma che ci è proibita.” (De civitate Dei, 14,28). L'espressione "ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo" diventa chiara se confrontato con il servo sofferente del Signore (Is 52,13-53,12) l'agnello condotto al macello in riscatto del peccato di tutti.  L'espressione Agnello di Dio evoca in mente l'agnello pasquale del libro di Esodo (12,1-28).



Nessun commento:

Posta un commento