Gv 1,29-34
Ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo
+ Dal Vangelo secondo Giovanni Santi di oggi
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore
Omelia
L'universalità della salvezza è al
centro della liturgia della parola di oggi: “Io ti renderò luce delle nazioni,
perchè porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”.
(Prima lettura).
L'apostolo Paolo è chiaro
sull'universalità della salvezza quando scrisse "Dio nostro salvatore
vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della
verità" (1 Timoteo 2,3-4). Come si legge nel libro del profeta
Ezechiele: « Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del
Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? » (18,23). Per
questo egli offre con insistenza la sua grazia, che è come una mano sicura che
strappa dalla palude del peccato l’uomo, suo capolavoro (Famiglia
Cristiana, 11 agosto 2011) Dio ha in mente la salvezza di tutta l'umanità,
Paolo nel brano già citato è chiaro anche perchè scrive a Timoteo di
sangue misto - padre greco e madre ebrea.
Anche
il principe degli Apostoli Pietro testimonia la volontà di Dio di salvare tutti
quando disse “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di
persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque
nazione appartenga...E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare
che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti
i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono
dei peccati per mezzo del suo nome” (Atti 10,34-49).
La
salvezza è un dono della grazia di Dio che chiede anche la collaborazione dell'uomo, “Andate dunque e fate
discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt
28,19-20). La chiesa quindi ha l'ordine dal Suo Signore di portare tutti a
salvezza. In quanto sacramento, la
Chiesa è strumento di Cristo. Nelle sue mani essa è lo «strumento della
redenzione di tutti », genere umano nell’unico popolo di Dio, la sua
riunione nell’unico corpo di Cristo, la sua edificazione nell’unico tempio
dello Spirito Santo » (CCC 776).
Nel vangelo ci riporta la seconda testimonianza che
Giovanni Battista ha reso a Gesu: "Ecco
l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo". Lo toglie perché
lo prende su di sé, sulle proprie spalle, e lo fa morire nella propria morte.
Se oggi non ci rallegriamo per questo lieto annuncio è perché non abbiamo
nessuna idea di cosa sia il peccato, e anche se frequentiamo la Chiesa abbiamo
una conoscenza molto riduttiva di esso: pensiamo che sia una cosa buona, ma che
ci è proibita.” (De civitate Dei, 14,28). L'espressione "ecco
l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo" diventa chiara se
confrontato con il servo sofferente del Signore (Is 52,13-53,12) l'agnello
condotto al macello in riscatto del peccato di tutti. L'espressione
Agnello di Dio evoca in mente l'agnello pasquale del libro di Esodo (12,1-28).
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