sabato 8 febbraio 2014

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Voi siete la luce del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore

Omelia

Nel vangelo di questa V Domenica del Tempo Ordinario Gesù usa due parole: Sale e Luce. Queste sono parole chiave che esprimono la vita e testimonianza di ogni credente. Il cristiano è colui che riflette il Suo Signore nel suo agire e nel suo rapportarsi con altri, quindi “Voi siete il sale della terra”. Le parole di Gesù rivolto a noi cristiani ci fanno pensare dell'uso che noi facciamo del sale. Nel cibo un pizzico di sale insaporisce e viene anche usato per la preservazione delle cose. Il cristiano è nel mondo ma non è del mondo. San Paolo a proposito disse, “non conformatevi a questo mondo”(Rm 12,2). Non ci conformiamo alla mentalità del mondo. Il cristiano, questo “sale” della terra, non da più sapore cioè se non si rende più testimonianza a Dio vale più o meno a nulla; “Se il sale perde il sapore … a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”.
Gesù attribuisce a se il tema della Luce: “Io sono la Luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è “la luce degli uomini; la luce (che) splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta” (Gv 1,4-5). “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Abbiamo detto che siamo alla sera dell’ultimo giorno della festa delle Capanne. Il popolo con una grandiosa luminaria, faceva memoria della nube luminosa che lo aveva accompagnato nel deserto. Era il segno della presenza del Signore, Luce di Israele, che di notte indicava la via da percorrere (Es 13,20-22). Però non era solo memoria di un passato, era anche un’esperienza perenne per l’Israele fedele: Dice il salmista: «Quando ci illumini, viviamo nella luce» (Sal 36,9s); ed era anche un annuncio di un meraviglioso futuro, quello dei tempi messianici, quando il popolo sommerso nelle tenebre, «vedrà una grande luce» (Mt 4,16). Il Messia è infatti chiamato «luce per illuminare le genti» (Lc 2,32), non solo Israele''.(D. Mario Galizzi sdb)
E oggi disse a noi discepoli: “Voi siete la luce del mondo”. Siamo come Gesù luce perché illuminati da Lui Vera Luce che illumina le tenebre. Siamo luce del mondo solo se abbiamo fatto l'esperienza di Dio, se ci lasciamo trasformare e usare da Lui. Siamo luce del mondo solo se la gente veda in noi qualcosa, una testimonianza della nostra fede cristiana. Sapendo che siamo cristiani cosa dicono gli altri di noi? Il mio agire o la nostro agire rifletta qualcosa della fede che noi professiamo o siamo cristiani solo quando siamo in chiesa?
“Non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplende la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” disse Gesù. La lampada dà <<la luce a tutti quelli che sono nella casa>>. Qualcuno diceva giustamente che la prima testimonianza del credente è nella propria famiglia. Quando una persona ha dato il suo cuore al Signore è là che dimostra, prima che altrove, il cambiamento avvenuto nella sua vita.
Il cristiano che dopo avere sperimentato il Signore non Lo testimonia non è altro che una luce/lampada nascosta sotto il moggio o sotto il letto (Mt4,21). La lampada è fatta per illuminare. La parola di Dio deve rivelarsi e bisogna riceverla. Non testimoniare Dio vuol dire delle volte non essere né freddo né caldo. La parola di Dio disse: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.( Apocalisse 3, 15-16) Non testimoniare Dio, quindi non essere luce del mondo nasce anche dalla paura degli uomini, dalla pigrizia o dalla mancanza di coraggio. Non testimoniare Dio in una parola è non riconoscerlo. “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.(Mt 10,32-33)
Carissimi ricordatevi bene, “che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani”(2 Cor 3,1-3).



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