+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
OMELIA
Carissimi fratelli e sorelle,
Proseguiamo
ancora una volta la nostra gioia di Pasqua celebrando oggi la sesta domenica del Tempo pasquale. Gesù continua a
scrivere nei nostri cuori il suo Testamento iniziato domenica scorsa per
convincerci ad essere i veri testimoni della sua Resurrezione e della sua
vittoria sull'incubo della morte e del peccato.
Gesù
s'impegna a convincere ciascuno di noi personalmente della sua resurrezione
perché conosce quanto è duro il cuore umano a convertirsi anche se ci sono
delle prove indiscutibili che chiamiamo facilmente la provvidenza, il miracolo,
l'incredibile, l'inaspettato, ecc.... Non sentiamo spesso dire: "Non me l'aspettavo..."
Come per
rinfrescare la memoria, domenica scorsa nella prima parte del suo Testamento il
Signore Gesù ci ha richiamato ad avere Fede non solo in Dio Padre, ma avere
Fede anche in Lui. Perché da quando Gesù ha vinto la morte e ci ha liberato
dalla schiavitù del Peccato non c'è più una sola preghiere che può arrivare da
Dio Padre senza transitare da Gesù. Lui è oggi l'unico nostro intercessore presso Dio. Solo la preghiera
fatta nel nome del Signore Gesù è gradita a Dio Padre. È dunque nella grandezza
del suo amore infinito e della sua misericordia per noi che il Signore con
affetto dice: "Non sia turbato il
vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me".(Gv 14,
1-2)
Ma la
Fede, come l'ha detto Gesù domenica scorsa, non è solo nell'abbondanza delle parole e nella Retorica dei belli
discorsi; la Fede si esprime e si fa vedere nelle opere buone, nelle opere di
carità verso il prossimo e verso la nostra comunità parrocchiale. È la doppia
dimensione della vera Fede, cioè la Fede proclamata e la Fede vissuta. È solo questa la
Fede che salva...
Nelle
sacre scritture proposte alla nostra meditazione in questa sesta domenica di
Pasqua, Gesù aggiunge un'altra dimensione importante al suo Testamento, cioè
l'invito a rispettare i suoi comandamenti come un modo autentico di manifestare
al mondo la nostra Fede. "Se mi
amate, dice il Signore, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo
Spirito della Verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo
conosce"(Gv 14, 15-17). Non si può dunque immaginare uno che offende
il suo proprio amico. Non osservare i comandamenti di Gesù è come offenderlo
perché col nostro Battesimo l'abbiamo scelto e accettato liberamente e per
sempre come vero amico.
Ma quante
bestemmie non sentiamo in giro; quante volte non riusciamo a resistere alle
tentazioni; quante volte siamo indifferenti gli uni verso gli altri, ecc... Non
dobbiamo dimenticare che anche Dio si arrabbia e la sua ira è incontenibile
perché il Signore ci dà tutto il tempo per convertirci e sopratutto per evitare
di offendere e crocifiggerlo di nuovo col peccato e soprattutto colle
bestemmie...
Dunque il
richiamo del Signore a rispettare i suoi comandamenti è anche un pressante invito
a rivalorizzare il sacramento della riconciliazione, cioè la confessione.
È uno dei modi più autentici di vivere oggi la nostra Fede cristiana. Vedete
com'è buono il Signore...
Sia lodato
Gesù cristo.
Don Andrea Muamba.