lunedì 19 maggio 2014

V DOMENICA DI PASQUA


Lo riconobbero nello spezzare il pane

+ Dal Vangelo secondo Luca   Santi di oggi

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore

Omelia:

Carissimi fratelli e sorelle,
Proseguiamo la nostra gioia di Pasqua celebrando oggi la quinta domenica del Tempo pasquale. Gesù continua la sua scuola iniziata col gruppo dei suoi discepoli per convincerli ad essere i veri testimoni della sua Resurrezione e della sua vittoria sull'incubo della morte e del peccato.
Gesù s'impegna a convincere i suoi discepoli della sua resurrezione perché conosce quanto è duro il cuore umano a convertirsi anche se ci sono delle prove indiscutibili.
               Gesù fa questa scuola in tre tappe importanti:
* La prima tappa che ha seguito i primi giorni della resurrezione è stata di convincere i suoi discepoli che non c'è la differenza tra Gesù che hanno conosciuto sulle vie della Galilea e di Gerusalemme e Gesù che hanno incontrato dopo la resurrezione, cioè  tra Gesù della storia e Gesù della Fede per usare il linguaggio degli esperti. E come metodo, ogni volta che Gesù si manifestava, chiedeva qualcosa da mangiare; a Tomaso che ha dubitato della testimonianza degli altri discepoli, Gesù ha chiesto anche di toccarlo per confermare che era proprio Lui anche coi segni dei chiodi.
* La seconda tappa della scuola di Gesù ai suoi discepoli è stata di indicare a loro i luoghi principali della sua presenza dopo la separazione fisica, cioè il tempo della Fede che noi viviamo oggi. I due luoghi importanti della presenza di Gesù oggi sono le sacre scritture e il sacramento dell'Eucaristia.
Questa lezione di Gesù si è concretizzata in modo particolare nell'episodio dell'incontro del Signore con i due discepoli di Emmaus delusi e disperati dalla sua morte. Gesù stesso viene incontro a loro per darli consolazione raccontandoli tutto ciò che era scritto su di Lui nelle sacre scritture e come l'hanno riconosciuto la sera allo spezzare il pane che chiamiamo oggi la santa Messa.
Dunque non si può immaginare uno(a) cristiano(a) battezzato(a) che non vai mai a Messa per ascoltare la Parola di Dio e accostarsi alla Santa Eucaristia.
* Oggi, terza tappa della sua scuola, Gesù comincia a scrivere nel cuore dei suoi discepoli il suo testamento per prepararli all'evento dell'Ascensione, cioè alla separazione fisica. Il fondo del suo testamento è la chiamata ad avere la Fede in Lui come ne abbiamo nel Padre nonostante la sua assenza fisica: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me".
Ma Gesù ci fa capire che la Fede non è soltanto una cosa verbale di uno confessa la propria fede colle belle parole, ma la vera fede si vede anche e sopratutto nelle opere concrete: "Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse".
Insomma, essere cristiano o cristiana non è scritto sul viso, ma si vede tramite le opere concrete di carità che facciamo per sostenere le persone bisognose; per sostenere la nostra comunità parrocchiale e la nostra chiesa tramite le diverse iniziative...

Sia lodato Gesù cristo.

                                                                                             Don Andrea Muamba.


Nessun commento:

Posta un commento