domenica 1 giugno 2014

ASCENSIONE DEL SIGNORE


A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore 

Omelia: Ascensione del Signore.
                            (Domenica 01 Giugno 2014)

           "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

Carissimi fratelli e sorelle,
Celebriamo oggi la solennità dell'Ascensione del Nostro Signore Gesù Cristo in cielo. Infatti, dopo avere compiuto perfettamente la sua missione in questo mondo nonostante gli alti e bassi anche all'interno del gruppo dei suoi stretti collaboratori, cioè i discepoli, il Signore è tornato con tutto lo splendore nella casa di suo Padre.
Da questa solennità dell'Ascensione del Nostro Signore in Cielo si può ritenere tre principali messaggi utili per la crescita della nostra Fede cristiana:
1. Il primo messaggio si trova nelle parole di Gesù ai discepoli al suo arrivo sul luogo di appuntamento in Galilea: "A me, dice il Signore agli undici, è stato dato il potere in cielo e sulla terra."(Mt 28,18). Infatti il Potere che Gesù ha ricevuto da Dio dopo avere compiuto perfettamente la sua missione non è niente altro che la ricompensa per il lavoro fatto bene. Questo vuole dire per noi che Dio non si dimentica mai di ogni bene fatto nel suo nome. Detto in altre parole, ogni bene anche un piccolo segno che facciamo nel nome di Dio per il prossimo, per la nostra comunità, per la chiesa dobbiamo farlo col tutto il cuore e il Signore ricompensa sempre sia in questo mondo sia nell'altro.
2. Il secondo messaggio di questa solennità dell'Ascensione si trova nel fatto che quel giorno è stato la prima volta che il nostro corpo umano è entrato in cielo, cioè il nostro corpo ha avuto quel giorno un valore divino. Questo significa che il nostro corpo va rispettato e curato perché è diventato la dimora di Dio. Il nostro corpo non può mai essere un oggetto di commercio o di giochi.
 3. Il terzo messaggio e non ultimo di questa solennità perché ce ne sono tanti, ma per oggi ci limitiamo a questi tre che mi sembrano più importanti per noi, il terzo messaggio dunque si trova nel scenario stesso dell'Ascensione raccontato nella prima lettura tratta dagli atti degli Apostoli: quando Gesù sale al cielo ed è coperto da un nuvole i discepoli rimangono lì a contemplare e ammirare il scenario e subito interviene Dio Padre tramite i suoi messaggio per dire a loro di non rimanere a contemplare Gesù che sale al Padre perché tornerà un giorno nello stesso modo. Ma quel ritorno non sarà più per vivere di nuovo in questo mondo, ma per prendere e portare con se coloro che meriteranno.
Dunque per meritare di entrare anche noi nello splendore di Gesù bisogna mettere in pratica la sua ultima raccomandazione: "Andate dunque e fate dei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho detto"(Mt 28, 19-20a). È questa la missione della chiesa di Dio oggi, è questa la missione di ciascuno di noi.
Essere missionario oggi non significa più fare le valigie e viaggiare, ma la missione oggi è diventata più ampia perché consiste di più a, da una parte, riavvicinare alla pratica della Fede tantissimi cristiani che si sono allontanati per diversi motivi; e dall'altra parte convincere tante altre persone che nel mondo non credono ancora in Gesù come l'unico Salvatore.
Dunque essere cristiani oggi, cioè fare il cammino di fede non significa stare lì a contemplare, cioè a passare dello ore e ore a gridare pregando Dio lungo la giornata come facevano ai Tempi di Gesù i Farisei e come fanno oggi quelli delle sette,ecc... ma essere cristiano o cristiana oggi significa avere il coraggio e la felicità di presentarsi dovunque e in ogni circostanza della vita come cristiano/a tramite la nostra testimonianza di vita e non vergognarsi mai di essere cristiani.

Un impegno difficile ed esigente ma non impossibile perché il Signore stesso ci rassicura della sua presenza in ogni buona azione compiuta nel suo nome: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo", dice il Signore.(Mt. 28, 20b).
Vedete quanto è buono il Signore... E tu?

Sia lodato Gesù cristo.

                                                                                            
                                                                                                      Don Andrea Muamba.

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