sabato 28 aprile 2012

IV DOMENICA DI PASQUA

+ Dal Vangelo secondo Giovanni  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore


Riflessione
Questa IV domenica di Pasqua è la domenica detta anche la “domenica del Buon Pastore” come ci descrive il vangelo di oggi. Oggi è anche “la giornata mondiale di preghiera per le vocazione”. Siamo chiamati quindi a pregare per le vocazioni, “stiamo attenti!!! Non facciamo l'errore di pensare che questa riguardi i soli sacerdoti”.Mi piace questa preghiera che facciamo ogni giovedì sera durante la recita del santo Rosario delle ore 21,00: donarci nuovi e santi sacerdoti, santi ragazzi e ragazze, sante famiglie. Questa bellissima preghiera esprime che più che mai abbiamo bisogno delle guide, anziani, giovani, bambini e famiglie che sono chiamati da Dio a condurre gli altri alla Chiesa di Dio. Il compito proprio del pastore o della guida sia sacerdote o no è condurre gli uomini a Dio e alla sua Chiesa. Il pastore per eccellenza è Gesù che ha affidato agli uomini la guida del suo popolo, a Pietro disse Gesù “pasci le mie pecorelle”.

E' in Cristo Risorto che i popolo diversi e dispersi sulla terra possono essere riuniti in una sola famiglia in solo corpo e in sola anima perchè ci sarà un solo gregge e un solo pastore.
Gesù oggi si è auto proclamato il Buon Pastore, “io sono il Buon Pastore”. Perchè non si è dichiarato re del mondo? La risposta è perchè era venuto a guadagnarsi i cuori degli uomini per la via dell'amore. Nella mentalità e cultura biblica il pastore è colui che si interessa di altre persone verso le quali ha delle responsabilità. Il re riceve il titolo di pastore, “se l'immagine del pastore è frequente nel Primo Testamento, per parlare di Dio e di coloro ai quali affida il suo popolo, mai si parla di un pastore che offre la vita per le pecore. E' questo gesto a fare di Gesù il vero pastore, diverso da tutti gli altri”.

Un' altra parabola simile alla parabola del buon pastore è in Luca 15,4-7 che da luce al vangelo di oggi. Qui contempliamo l'amore (Gesù) che cerca la pecora smarrita finché la la trova e la riporta all'ovile sulle spalle. Egli in certo senso le andato dietro quando era smarrita, mentre in Gv. 10 il buon pastore va avanti le pecore che lo seguono perchè conoscono la sua voce ed Egli chiama le sue pecore ciascuna per nome. Per comprendere meglio il titolo del buon pastore bisogna tornare al Vecchio Testamento, ci ricordiamo Genesi 11,1-9 che parla della dispersione degli uomini sulla Terra. E importante è il brano del profeta Ezechiele in cui Dio si lamenta dei cattivi pastori del suo popolo:
Così dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! ...Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate...Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le farò uscire dai popoli e le radunerò da tutte le regioni ... Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.( Ezechiele 34)
Questa promessa di Dio di occuparsi personalmente del suo gregge si è realizzata in Gesù l'inviato del Padre. Anche il profeta Isaia parlando di Gesù disse“Egli come pastore, pascerà il suo gregge”(Isaia 40) Diversi volte si è ripetuto 'do o dà la vita per le pecore'. Noi siamo le pecore di Dio e Gesù ha dato la sua vita per noi perchè è il Buon Pastore. Il Buon Pastore è diverso dal mercenario perchè dà la sua vita per il gregge suo e perchè conosce e chiama le pecore una per una, ciascuna pecora è unica ai suoi occhi e le chiama per nome. Tu sei chiamato da Dio con un nome speciale perche sei speciale negli suoi occhi. Ma ascolti la sua voce? “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore. Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi,
perché sei degno di stima e io ti amo,do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita.”(Isaia43,1-4)
Sono tre i verbi che Gesù ha usato nel vangelo di oggi:
Conoscere :le pecore conoscono la voce e la persona del pastore. Conoscere esprime una conoscenza diretta e personale ed esclude ignoranza. La conoscenza è la comprensione di fatti o verità acquistato attraverso l'esperienza Il verbo conoscere qui vuol dire sapere distinguerlo dai falsi pastori e maestri. Lo dobbiamo conoscerLo come nostro Dio, come Dio fatto uomo, Redentore, capo e Fondatore della chiesa, l'avvocato di uomo presso il padre ecc.
Seguire: implica praticare le stesse virtù e esempio di Gesù, seguire i suoi comandamenti.
Ascoltare: se vogliamo scoprire se apparteniamo veramente a Cristo o se siamo suoi veri discepoli dobbiamo domandarci se diamo ascolto alla sua parola. Nel senso biblico ascoltare implica, un adesione gioiosa e una scelta di vita. L'ascolto diceva qualcuno è l'essenza della nostra religione: Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore.(Deutronomio 6,4) Non è soltanto l'uomo che ascolta Dio anche Dio ascolta l'uomo,ecco il buon pastore che ascolta la voce della pecora e la pecora che ascolta e conosce la voce del pastore. L'ascolto in entrambi casi vengono nel silenzio.

Padre Ethel

Nessun commento:

Posta un commento