+ Dal Vangelo secondo Marco Santi di oggi
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.
Riflessione
Questa domenica la liturgia della parola ci presenta per la nostra meditazione lo stato di vedovanza sia nella prima lettura sia nel vangelo. Lo stato di vedovanza è nella mentalità biblica uno stato privilegiato negli occhi di Dio. Le vedove hanno avuto un bel rapporto con Dio e spesso nella bibbia. Hanno spesso fede ricca e tanto amore per Dio e per il prossimo. “Il Signore protegge … l'orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi”(Sal 146,9). “Nella Bibbia si parla spesso della vedova e delle premure di Dio nei suoi confronti. L’Antico Testamento ci fa conoscere figure concrete di vedove, la cui stessa vita manifesta alcuni valori e problemi della vedovanza. E’ il caso di Tamar, vedova di Onan, che ritorna alla casa del padre (Gen. 38), della vedova di Tekòa (2 Sam. 14); di Noemi, moglie di Elimelec e suocera di Rut, la moabita (Rut, 1, 1 ss.); della stessa Rut che invitata dalla suocera a, risposarsi per obbedienza sposa Booz e diviene antenata di Davide da cui nascerà il Messia (Rut 3,1ss.). La vedova di Zarepta che, in occasione della grande siccità (1 Re 17,10-16), incontra il profeta Elia e mostra grandi, doti in quella generosità e fiducia della vedova, generosità e fiducia che saranno in seguito premiate con il miracolo della risurrezione del figlio morto (1Re 17,17-24). La vedova Giuditta (Giud. 8,2-8) vissuta in castità può essere messa a confronto con la figura di Anna la profetessa, che compare agli inizi della vita di Gesù (Lc 2,36-38) Anna viene elogiata come vedova santa, perché rimasta vedova molto giovane dell’unico marito, tenne fede al proposito di continenza vedovile perseverando nella preghiera giorno e notte servendo Dio nel tempio. Ella ricevette la grazia di riconoscere il Messia, grazia che diventa per lei una missione: quella di annunciarlo a coloro che lo attendono. Come nel caso di Giuditta il servizio a Dio si fa servizio ai fratelli.”
Il brano evangelico di questa domenica porta verso la fine l'attività pubblica di Gesù ed è il suo ultimo insegnamento in pubblico prima della sua Santa passione e morte in croce. Gesù si trova nel tempio insieme ai suoi seguaci e si mette a osservare il secreto dei cuori dei fedeli che offrivano le loro offerte. “Infatti, l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore”(1 sam 16;7) ecco perché prende con i rappresentanti ufficiali della legge, gli scribi, per la loro superbia, avidità e la voglia di apparire. E Gesù li condanna chiamandoli ipocriti!!! La loro religiosità e l'offerta sono soltanto una manifestazione esteriore, una apparire. Dalla critica degli scribi, Gesù passa a lodare la generosità segreta e la fede della vedova che ha dato soli 2 spiccioli. Perché ha lodato la vedova? Nel tempo di Gesù, le offerte erano destinate per il sostenimento dei sacerdoti, l'aiuto ai poveri e per mantenimento del tempio. Questa povera vedova sapeva l'importanza dell'offerta, e dona con un grande sacrificio, tanto amore e una fede viva e solida come una roccia. Oggi è di moda dire che la chiesa è ricca e di conseguenza si dona niente o poco alla chiesa. Quelli che spesso parlano della ricchezza della chiesa sono le persone che non danno quasi mai niente alla chiesa, perché sono all'ignoranza dell' attività caritativa della chiesa, dei suoi tanti bisogni e non sanno che ogni credente è chiamato sostenere la chiesa . Da vice parroco e il responsabile del banco alimentare vi invito a imitare l'esempio della vedova del vangelo di oggi e “tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.” (2 Cor 9.6-7)
Gesù giudica l'obolo della vedova perché Dio ama chi dona con gioia, essa ha dato tutto ciò che aveva che vuol dire che ha dato tutto se stesso come offerta a Dio. Tutti infatti, hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere. E “Gesù chiama i discepoli per mostrare loro un fatto che agli occhi degli uomini è di poco rilevanza. Una Vedova che getta pochi spiccioli nel tesoro del tempio non fa notizia, né per la cronaca né per l'economia, ma per il Signore che scruta i cuori, fanno più rumore gli spiccioli della vedova che le monete dei nobili... il fatto che Gesù richiama l'attenzione dei discepoli sul valore di quel gesto, ci dice che è un insegnamento importante di cui essi dovranno fare tesoro ... Anche i discepoli sono chiamati a dare tutto di sé e come la vedova di Sidone, che condivise il poco che aveva con il profeta, non vide diminuire la farina nella giara e l'olio nell'orcio, cosi anche chi avrà dato tutto al Signore, non perderà se stesso ma si ritroverà, sperimentando quello che Gesù risponde a Pietro ... “cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.”(Mc 10,30)
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