domenica 11 agosto 2013

DOMENICA XIX TEMPO ORDINARIO


Anche voi tenetevi pronti

+ Dal Vangelo secondo Luca  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.

Omelia
  
La parola di Dio nelle tre letture di oggi ha in comune il tema della fede. La prima lettura parla dell'evento che ha avuto luogo nella notte dell'antica pasqua di Egitto nella quale Dio ha fatto passare il Suo popolo dalla schiavitù alla libertà donandoli la terra promessa simbolo della nostra patria celeste. Quella notte perché hanno creduto nella promessa di Dio, hanno sperimentato la Sua liberazione e salvezza. Gesù è la pasqua cristiana che salva tutti gli uomini. La fede in Gesù e fondamentale per la nostra salvezza.
“Quante volte nella vostra vita siete stati avvicinati da un cosiddetto missionario che ha cercato di spiegarvi cosa dovete credere per essere salvati”. Mi è successo una volta, e gli ho chiesto “bene, me lo dica”. La giovane missionaria mi disse: “Deve credere nel fatto che Gesù Cristo è il suo Salvatore personale, solo così sarà salvato.” La mia risposta a quest’affermazione è stata: “Dove sta scritto sulla Bibbia?” Non ho avuto risposta. Se esaminiamo le Sacre Scritture molto attentamente, la cosa più importante è avere fede. Stiamo parlando della virtù teologale della fede.
(Padre Paul Kramer, Il Crociato di Fatima n° 78) “Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano”. (Ebrei 11, 6)
La fede non è solamente la conoscenza della bibbia, della dottrina e del magistero della chiesa. Fede include questi tre ma non a livello intellettuale solo. Essa è adesione personale a Dio che parla e agisce, e` pronta disponibilità e obbedienza alla sua parola.
La salvezza come dice S. Paolo è un dono ricevuto per fede. “Per grazia, infatti, siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio;né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”.( Ef 2, 8-9)
Lo scrittore della lettera agli Ebrei ci lascia oggi la definizione biblica di fede.”Fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede”. (Seconda lettura) “La fede è un atto personale: è la libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri”.(Catechismo della chiesa cattolica)
“La salvezza viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre: «Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita....Essendo nostra Madre, la Chiesa è anche l'educatrice della nostra fede”, continua il CDC. Allora è una contraddizione pretendere di avere fede e nello stesso tempo non credere la chiesa che e` madre.  La fede viene dall`ascolto e l`ascolto riguarda la parola di Cristo,(Rm 1017)"   E la chiesa e` luogo più adatto per accogliere la parola di Dio. Allora S. Paolo afferma che non può nascere adesione a qualcosa che non si conosce. Nella Sua parola si impara a conoscerlo, non come entità metafisica, atemporale e lontano... ma come il Dio vivente della rivelazione biblica” (imparare a credere p.12)
Viene anche mostrato nella seconda lettura la fede di Abramo, padre dei credenti, esempio di chi ascolta e mette in pratica la parola. In Abramo Dio rivela che siamo in cammino verso la terra promessa. Egli in obbedienza alla parola di Dio partì per un paese sconosciuto che secondo Dio doveva ricevere in eredità. Come Abramo il cristiano fiducioso nelle promesse di Dio spera di arrivare nella patria celeste. “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”ci dice Gesù oggi. Gesù ci ricorda nelle due parabole l'importanza della salvezza e le condizioni per ottenerla: l'attesa vigilante del signore e il distacco dalle cose mondane. La vigilanza e la povertà evangelica sono atti di fede.
Il credente è chiamato ad attendere vigilante il Signore che viene nel giorno e nell'ora che nessuno sa. Essere pronto implica non spegnere la fiamma di fede. “ Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”(Lc 18, 8) Nella parabola delle dieci vergini di cui cinque di esse sono sagge e cinque stolte, ( Mt 25,1-13 ) Gesù illustra come nel vangelo di questa domenica l'importanza della vigilanza. Sia le parabole di oggi e quella delle dieci vergini annunciano la fine dell'uomo e la ricompensa che lo aspetta, la vita eterna o la dannazione eterna che e` la seconda morte secondo il libro degli apocalisse.
Due settimane fa una donna mi disse: “Padre come mai oggi i preti non parlano dell'inferno?” Un` altro presente che parlava con noi disse subito,”Dio e` amore e non manda nessuno all'inferno.” Io ho aggiunto subito, “E' vero il Dio della fede cristiana è amore ma è anche giusto. ” La donna continua, ”quando ero bambina si parlava dell'inferno e del purgatorio.” E sua giusta  osservazione. Durante l'omelia in una parrocchia dopo la lettura del vangelo nella quale Gesù ha parlato della ricompensa dei giusti e degli ingiusti. Il vice parroco cercò di richiamare i fedeli alla verità evangelica sull' esistenza del cielo e dell'inferno e l'anziano parroco dopo la Santa Messa rimproverò il povero prete dicendogli di non impaurire mai più le persone nella sua chiesa. Gesù nel Matteo 25 parla del supplizio eterno dei peccatori e la vita eterna dei giusti. La Madonna a Fatima mostrò ai pastorelli la realtà dell'inferno e del paradiso.




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