domenica 18 agosto 2013

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

+ Dal Vangelo secondo Luca  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore

Omelia

Solo una piccola fiamma della candela in una stanza vince tutte le tenebre della stanza. La verità come la fiammella vince la falsità e la menzogna.  La verità ha bisogna degli uomini coraggiosi per essere testimoniata. La testimonianza della verità porta la sofferenza degli innocenti, la divisione e la guerra perché é scomodo, questa è stata esperienza di Gesù e della chiesa fin dal principio.
Il profeta Geremia nel tempo più tragico e drammatico di Israele comincia a gridare contro Israele, suoi governanti e guide religiose che non ascoltavano più la voce di Dio. In questo tempo d'infedeltà a Dio quando i profeti dicevano alla gente e ai governanti solo tutte le cose che vogliono sentire appare il messaggero di Dio. Dio lamenta del suo popolo perché disse “hanno abbandonato me e hanno sacrificato ad altri dèi e adorato idoli fatti con le proprie mani.(Geremia 1,16) In questa clima Dio chiama Geremia e gli disse: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni,”( Ger 1, 5) ed egli cercò di rifiutare la sua chiamata dicendo, “ ecco, io non so parlare, perché sono giovane. Ma il Signore lo disse: Non dire «Sono giovane». Tu andrai da tutti coloro cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti”(Ger 1). In queste parole vediamo la missione di Geremia e di ogni discepolo e il duro lavoro dato a noi ma Dio è con noi per cui non dobbiamo avere paura, “ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti” (Ger1,18-19).
Nella sua missione Geremia ha sofferto molto, era messo in prigione, picchiato, buttato nel fango, anche i suoi della casta sacerdotale lo volevano uccidere (Ger 11,18-21), perché annunciava la verità della parola di Dio, è “diventato oggetto di derisione ogni giorno”(Ger 20,7).
Il cristiano come Geremia, è un mandato di Dio, chiamato ad andare a tutti a testimoniare Dio. Questa testimonianza non è sempre facile perché il cristiano con il messaggio evangelico e` oggetto di attacco, di insulti e di derisione . Gesù stesso riferendosi a Paolo disse, “ io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome”(Atti 9,16). E Paolo più tardi nella sua vocazione apostolica dirà, “sono lieto delle sofferenze per voi, nella mia carne completo quello che manca ai patimenti di Cristo”.(Col 3,24) La sofferenza per causa del vangelo fa parte dell'esperienza cristiana, Paolo disse di se stesso: “Il nostro Dio ci infuse coraggio nell’annunciare per voi il vangelo di Dio tra molte lotte” (1Tes 2, 2); “Siamo stati oppressi oltre misura, al di là delle nostre forze, da disperare persino della vita” (2Cor 1, 9); “Siamo diventati come la spazzatura del mondo, i rifiuti dell’umanità” (1Cor 4, 13). “Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i 39 colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balia delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumane e di briganti, pericoli dai miei connazionali e dai pagani, pericoli nelle città, nei deserti e nei mari, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità» (2Cor 11, 23-27; cf 2Cor 6, 5). Infine Paolo dopo avere sofferto per causa della buona novella esclama, “Guai a me se non predicassi il Vangelo”(1 Cor 9,16) in mezzo alle mille difficoltà legato alla testimonianza.
Gesù oggi nelle sue parole “pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. ”(vangelo) ci dimostra la sua missione che potrà la salvezza al mondo ma attraverso la sofferenza di divisione interiore nella persona, la divisione in famiglia, in parrocchia, in paese, tra gli amici e i vicini di casa. Gesù e` segno di contraddizione e la pace che ci dona non e` senza tensione perché “ogni parola del signore... che cade nel cuore dell'uomo, provoca un giudizio, e presenta una scala di valori che non sempre e` accettata, anzi speso e` rifiutata o combattuta.  La singolarità di questo messaggio e` che esso anzitutto porta la divisione, la rottura, la guerra dentro uomo. Non c`è tregua .”(Luigi Ginami) Ed eppure Gesu ci ha promesso e ci ha donato la vera pace, “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.(Gv 17,27) La pace che dona Gesù non pacifismo perché e` frutto del vangelo scomodo che realizza la pace attraverso la lotta interiore, “la piena vittoria sul peccato e l'esigenza di fedeltà alla parola data a Dio e al suo Cristo”.( Il Cammino) E l'uomo cerca ancora la falsa pace del mondo che non dura e non cambia nulla.
"Vi lascio la pace, vi do la Mia pace: non come ve la dà il mondo, Io ve la do". Gesù fa questa precisazione agli apostoli, quasi come un avviso: il mondo dà una pace falsa, perché il suo scopo non è quello di dare la pace, ma di asservire gli uomini. E lo si vede quotidianamente, oggi come duemila anni fa. Intere popolazioni si muovono come un branco, ora seguendo un'ideologia, ora uno sport, ora una moda... Minigonna? Tutte con la minigonna. Tatuaggio? Tutti con il tatuaggio. Campionati mondiali di calcio? Tutti davanti alla Tv. Body-building? Tutti in palestra. Tutti ansiosi di uniformarsi a qualche cosa che in realtà non interessa affatto. Non interessa affatto a noi, che pure ci lasciamo trascinare dalle tante onde in arrivo, ma interessa enormemente al mondo e ai suoi padroni (e sarebbe il caso di dire: "al suo padrone"), che dalla nostra disponibilità a seguire le sue leggi trae il suo potere. Precisiamo: seguire una moda o una tendenza, di per se non è un male". E male il tempo sprecato nella ricerca della pace nelle cose mondane e ingannano di se. C`è chi si rifugia nella droga e nella soddisfazione dei desideri della carne pensando di riuscire ad avere la pace. 



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