Pagina Ufficiale delle Parrocchie del Comune di Canale Monterano: - Santa Maria Assunta in Cielo (Canale Monterano) - Sant'Egidio (Montevirginio) Parroco P. Jaime Giacomo Nieto Ibarra 3408933012 (anche whatsapp) PUOI SEGUIRCI ANCHE SU FACEBOOK: - Parrocchia Canale Monterano (https://www.facebook.com/ParrocchiaCanaleM) - Parrocchia Montevirginio (https://www.facebook.com/s.egidiomontevirginio)
lunedì 3 marzo 2014
domenica 2 marzo 2014
VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Non preoccupatevi del
domani
+ Dal Vangelo secondo Matteo Santi di oggi
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore
Omelia
Come nella vita
quotidiana facciamo alcune scelte, cosi Gesù ci invita a fare nella vita di
fede, perché la vita cristiana è uno stile di vita, un modo di essere e di
vivere, una scuola di vita che non cambia e che si riconosce. La scelta da fare
oggi è di preferire Dio al di sopra di ogni altra cosa e di confidare nella Sua
Divina Provvidenza. Non scegliere Dio e non metterlo al centro della vita è uno
dei problemi più grande di questo secolo. Gesù per ribadire il fatto che Dio è il centro
e al centro di ogni uomo inizia con una delle Sue sentenze più conosciute: “Nessuno
può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà
l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”.(Vangelo) Nelle vecchie
traduzioni del vangelo veniva usata la parola "mammona" e non la
parola ricchezza. Gesù continua a dire: non preoccupatevi per la vostra vita,
di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che
indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del
vestito?...Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà
di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena (Mt 6,25,34).
La parola “mammona” un
termine di origine siro-caldaica significa ricchezza, una ricchezza ammucchiata
e nascosta, adoperata nell'uso comune per indicare la ricchezza divinizzata ed
adorata come idolo.( Giovanni Lardone)
Gli studiosi affermano
che “mammona” significa qualcosa che ha, la capacita di proporsi e imporsi come
idolo, tutto ciò che è senza essere Dio, ci può asservire.
“Nessuno può servire due
padroni...Non potete servire Dio e la ricchezza”. Gesù non dice: non potete
avere Dio e ricchezza, intendeva a dire non potete dedicarvi con tutta l`anima
e con tutta la forza nel servizio di Dio e nell' ammucchiamento del denaro con
la stessa energia.
Da notare è che
l'avidità del denaro è idolatria, “Quelli invece che vogliono arricchirsi,
cadono nella tentazione, nell'inganno di molti desideri insensati e dannosi,
che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L'avidità del
denaro infatti, è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni
hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti” (1Tim 6,3-10)
ammonisce Paolo; è per la divinizzazione del denaro che Gesù ci ha domandato
“quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la
propria vita? ”(Mt 16,26). Gesù stesso
ci consiglia dicendo, "Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la
ruggine consumano e, dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in
cielo, ove né tignola né ruggine consumano e, dove i ladri non sconficcano né
rubano"( Mt 6:19-20). “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua
giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”( Mt 6,33). “I
credenti, purtroppo, non si danno sempre tanta pena per il Regno.
Riconosciamolo! Questa è la lezione da intendere dalla parabola del truffatore
.
“Non preoccupatevi per
la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di
quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del
vestito?” Con queste parole Gesù ci invita ad abbandonarci alla fede nella
Divina Provvidenza. Gesù non ci insegna a vivere una vita senza piani o senza
pensare al domani; egli anzi ci insegna la verità fondamentale della fede,
"Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella. Invano vi
alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate un pane di
fatica: al suo prediletto egli lo darà nel sonno" (Salmo 127:1-2). I
progetti della nostra vita quindi, la sicurezza e il benessere in futuro devono
iniziare con la nostra sottomissione totale a Dio. Se Dio si prende cura e
provvede per le creature inferiori come l'erba del campo e gli uccelli del
cielo, quanto più ha cura di noi che siamo fatti a sua immagine e somiglianza? “Buono
è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature”.( Salmo
145,9)
Gesù disse che “il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete
bisogno”, quindi ci invita a non preoccuparci di nulla. Nulla ci deve turbare. “Why worry when you
can pray? Trust in Jesus …” cantava l`americano John W. Peterson di Lindsborg,
Kansas.
Questo canto gospel dice
“perché ti preoccupi invece di pregare? Affidati a Gesù...”. Questo canto
inglese esprime l'insegnamento di Gesù che oggi ci dice “chi di voi, per quanto
si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?”. Si spende più
tempo preoccupando con ansia dei problemi. Allora Dio ci sta dicendo oggi “non
angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presente a Dio le vostre
richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti...(Filippesi 4,6). “A colui che in tutto ha
potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la
potenza che opera in noi...” (Efesini 3,20) Dio non si scorda mai di uomo. “Si
dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il
figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti
dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura
sono sempre davanti a me”.( Isaia 49,15-16) Proprio a te che ti preoccupi del
lavoro, dei figli, del tuo futuro, della tua salute, di tuo marito, di tua
moglie, Dio ti sta dicendo” non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle
mie mani ti ho disegnato”. Ora non è il tempo dell’ ansia, della disperazione e preoccupazione ma di
affidarsi alla provvidenza, e alla preghiera.
Padre Ethel ethelnwachukwu@yahoo.com
sabato 22 febbraio 2014
VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Mt
5,38-48
Amate
i vostri nemici
+ Dal Vangelo secondo Matteo Santi di oggi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore
Omelia
Cari fratelli! Gesù ci ricorda oggi che tutta la legge è riassunta
nell'amore di Dio e del prossimo. La carità non fa alcun male al prossimo:
pienezza della legge, infatti, è la carità. (Rm 13,8-10) Gesù
è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre (Eb 1,1)
ed Egli ci invita a superare la legge del taglione (lex talionis). Questa legge del codice di Hammurabi detta anche:
occhio per occhio, dente per dente è la legge di vendetta che prescriva che,
chi è stato offeso, ha il diritto di infliggere all'offensore una pena uguale
all'offesa ricevuta. Hammurabi fu il sesto re di Babilonia, della I dinastia
babilonese. Gesù ci stupisce con la novità del suo insegnamento: “Avete inteso
che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico... se uno ti
dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole
portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se
uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a
chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle”.(
Vangelo)
Ai Suoi insegnamenti la gente diceva, che mai è questo? Una dottrina nuova insegnata
con autorità.(Mc 1,27) Alla sua dottrina risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato
come parla quest'uomo!>>...mentre i Giudei ne erano meravigliati e dicevano:
«Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose
loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato>>. (Gv
7,46,15-16) Oggi l'uomo riesce a scoprire
la bellezza e la novità del Vangelo di Gesù? Mi stupisce ancora Gesù? Questa è
che ogni uomo è chiamato a rispondere oggi. Gesù vuole facci capire che dal
male nasce male e che con bene/amore solo si vince male. Occhio per occhio,
dente per dente aumenta solo il male tra gli uomini.
Gesù cita il libro dell'Esodo che contiene la legge di vendetta:”Quando
un uomo colpisce con il bastone il suo schiavo o la sua schiava e gli muore
sotto le sue mani, si deve fare vendetta; ma se sopravvive un giorno o due, non
sarà vendicato, perché è suo denaro. Quando alcuni uomini litigano e urtano una
donna incinta, così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia, si esigerà
un'ammenda, secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole
pagherà attraverso un arbitrato. Se segue una disgrazia, allora pagherai vita
per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede,
bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido. Quando un uomo
colpisce l'occhio del suo schiavo o della sua schiava e lo acceca, darà loro la
libertà in compenso dell'occhio”.( Es 21,20-26) La lex talionis in una
parola disse: “amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Gesù
ci chiede l'amore del nemico e la preghiera per chi ci fa o ha fato del male. “Voi,
dunque, siate perfetti com' è perfetto il Padre vostro celeste”. Essere
perfetti vuol dire amare i nemici e pregare per quelli che ci perseguitano.
“La liturgia odierna punta tutto sul vero amore, quello alto, quello
cristiano, non quello del mondo che ama per costrizione, che ama chi merita o
chi ci stima: per il cristiano tutti sono degni di essere amati e tutti vanno
onorati perché figli di un Dio che ama, di un Dio che è amore, che fa sorgere
il Suo sole su tutti … Quanto desidera Gesù una chiesa di amanti, di persone
che si donano, che si sacrificano per gli altri, che non tengono conto del male
ricevuto..una chiesa fatta di persone amanti suppone delle famiglie che vivono
e insegnano ad amare, che vivono il rispetto reciproco, senza invidie, senza
rancori: scuole di carità quotidiana...''(Pane e Cammino, Febbraio 2014, p.114)
Padre Ethel ethelnwachukwu@yahoo.com
domenica 16 febbraio 2014
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Mt (5, 20-22a.27-28.33-34a.37)
Così fu detto
agli antichi; ma io vi dico.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Santi di oggi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore.
Omelia
La
liturgia odierna ci fa riflettere sulla legge di Dio. È vero che “beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge del Signore”...(
Salmo 119,1), ma il cristiano è prima di tutto il discepolo di Gesù, non colui
che adempie la legge. I farisei erano ossessionati dalla realizzazione
letterale e minuziosa della legge; ma ne avevano completamente perso lo
spirito. Di qui la parola di Gesù: “Se la vostra giustizia non supera quella
degli scribi e dei farisei..”.(La Chiesa.it) La
legge di Dio sono solo parole d'amore che ci aiutano ad amare Dio e il
prossimo.
La
Sua legge è “assoluta e perpetua”, dato da Dio non solo perché ci sia l'ordine
nella società umana ma anche per condurre l'uomo a Dio e alla salvezza. Le
prescrizioni della legge Divina sono come segni stradali. A cosa servono i
segni stradali? Conducano e indicano la
strada a chi giuda, e chi li rispetta non sbaglia mai, non riceve la
contravvenzione e non fa incidente. Come il codice stradale, chi osserva il
comandamento di Dio cammina sulla via retta e non incappa mai. Chi cammina
nella via della legge Divina è illuminato da essa, è intelligente ed è in grado
di discernere tra ciò che è bene e male. Come i segni stradali ci indicano la
strada cosi, la legge di Dio ci indica Dio e ci porta a Lui. L'osservanza della
legge non è altro che amare Dio e il prossimo. San Paolo dipinge chiaramente
questa idea cosi “non siete debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore
vicendevole: perché chi ama l'altro, ha adempito la legge". Infatti:
"Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desiderai, e
qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo
prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza
della legge infatti, è la carità. (Rm 13,8-10)
Gesù
disse al giovane ricco"Se vuoi entrare nella vita, osserva i
comandamenti”. (Mt 19,16-22) e la prima lettura ci dice, “Se vuoi puoi
osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui,
anche tu vivrai”. Il giovane ricco che va incontro a Gesù gli domandò “maestro,
che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna"? Gli disse Gesù: “Se
vuoi essere perfetto, va vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un
tesero nel cielo; e vieni; Seguimi!". Udita questa parola, il giovane
se ne andò triste; possedeva infatti molte ricchezze.(Mt 19,16-22) In una
parola Gesù lo ha indicato amore che è lo spirito della legge. La legge era
osservata letteralmente, è questo a suscitare la polemica tra Gesù e un gruppo
dei farisei e scribi venuti da Gerusalemme; “perché i tuoi discepoli non si
comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani
impure?”
Gesù
è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre (Eb
1,1). E afferma nel vangelo “non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno
compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra,
non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto”. Non sempre l'uomo riesce a mettere in pratica la parola di Dio.
Sembra difficile! San Paolo di fronte la legge e la sua praticabilità esclamò :
”io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a
me. Infatti, nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra
vedo un'altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende
schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi
libererà da questo corpo di morte? ... Io dunque, con la mia ragione, servo la
legge di Dio, con la mia carne invece la legge del peccato”.(Rm 7,21-25) Dopo
Paolo si è reso conto dell'importanza della grazia e disse: “tutto posso in colui che mi dà la
forza''(Filippesi 4,13).
Ci chiama Gesù
a fare più degli altri, a fare lo straordinario perché siamo nel tempo di
grazia e lo Spirito Santo ci aiuta a discernere tra ciò che è bene e ciò che è
male; “Se la
vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli”;(Vangelo) e Gesù ci lascia qui come vivere la pienezza di
vita in Lui e per il bene del prossimo:
- “Non ucciderai” ha prescritto la legge ma Gesù dice
“chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”; ma io vi dico:
chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al
giudizio.
- Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere
sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco
della Geènna.
- Riconciliarti con il tuo fratello prima di offrire
il tuo dono all'altare.
- Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario prima
di arrivare al tribunale.
- La legge dice, “non commetterai adulterio”. Gesù
sottolinea che ''chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore.''
- “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del
ripudio” dice la legge ma Gesù proclama che ''chiunque ripudia la propria
moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio''.
- “Non giurerai il falso” dice la legge ma Gesù dice “non
giurate affatto...Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il più
viene dal Maligno”.
sabato 8 febbraio 2014
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Voi siete la luce del mondo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo Santi di oggi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore
Omelia
Nel
vangelo di questa V Domenica del Tempo Ordinario Gesù usa due parole: Sale e
Luce. Queste sono parole chiave che esprimono la vita e testimonianza di ogni
credente. Il cristiano è colui che riflette il Suo Signore nel suo agire e nel
suo rapportarsi con altri, quindi “Voi siete il sale della terra”. Le parole di
Gesù rivolto a noi cristiani ci fanno pensare dell'uso che noi facciamo del
sale. Nel cibo un pizzico di sale insaporisce e viene anche usato per la
preservazione delle cose. Il cristiano è nel mondo ma non è del mondo. San
Paolo a proposito disse, “non conformatevi a questo mondo”(Rm 12,2). Non ci
conformiamo alla mentalità del mondo. Il cristiano, questo “sale” della terra,
non da più sapore cioè se non si rende più testimonianza a Dio vale più o meno
a nulla; “Se il sale perde il sapore … a null’altro serve che ad essere gettato
via e calpestato dalla gente”.
Gesù
attribuisce a se il tema della Luce: “Io sono la Luce del mondo; chi segue me,
non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è “la luce degli uomini; la
luce (che) splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta” (Gv 1,4-5). “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina
nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Abbiamo detto che siamo alla sera
dell’ultimo giorno della festa delle Capanne. Il popolo con una grandiosa
luminaria, faceva memoria della nube luminosa che lo aveva accompagnato nel
deserto. Era il segno della presenza del Signore, Luce di Israele, che di notte
indicava la via da percorrere (Es 13,20-22). Però non era solo memoria di un
passato, era anche un’esperienza perenne per l’Israele fedele: Dice il
salmista: «Quando ci illumini, viviamo nella luce» (Sal 36,9s); ed era anche un
annuncio di un meraviglioso futuro, quello dei tempi messianici, quando il
popolo sommerso nelle tenebre, «vedrà una grande luce» (Mt 4,16). Il Messia è
infatti chiamato «luce per illuminare le genti» (Lc 2,32), non solo Israele''.(D.
Mario Galizzi sdb)
E oggi disse a noi discepoli: “Voi siete la luce del mondo”. Siamo come Gesù luce perché illuminati da Lui Vera Luce che illumina le tenebre. Siamo luce del mondo solo se abbiamo fatto l'esperienza di Dio, se ci lasciamo trasformare e usare da Lui. Siamo luce del mondo solo se la gente veda in noi qualcosa, una testimonianza della nostra fede cristiana. Sapendo che siamo cristiani cosa dicono gli altri di noi? Il mio agire o la nostro agire rifletta qualcosa della fede che noi professiamo o siamo cristiani solo quando siamo in chiesa?
E oggi disse a noi discepoli: “Voi siete la luce del mondo”. Siamo come Gesù luce perché illuminati da Lui Vera Luce che illumina le tenebre. Siamo luce del mondo solo se abbiamo fatto l'esperienza di Dio, se ci lasciamo trasformare e usare da Lui. Siamo luce del mondo solo se la gente veda in noi qualcosa, una testimonianza della nostra fede cristiana. Sapendo che siamo cristiani cosa dicono gli altri di noi? Il mio agire o la nostro agire rifletta qualcosa della fede che noi professiamo o siamo cristiani solo quando siamo in chiesa?
“Non
può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una
lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti
quelli che sono nella casa. Così risplende la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei
cieli” disse Gesù. La lampada dà <<la luce a tutti quelli che sono nella
casa>>. Qualcuno diceva giustamente che la prima testimonianza del
credente è nella propria famiglia. Quando una persona ha dato il suo cuore al
Signore è là che dimostra, prima che altrove, il cambiamento avvenuto nella sua
vita.
Il
cristiano che dopo avere sperimentato il Signore non Lo testimonia non è altro
che una luce/lampada nascosta sotto il moggio o sotto il letto (Mt4,21). La
lampada è fatta per illuminare. La parola di Dio deve rivelarsi e bisogna riceverla.
Non testimoniare Dio vuol dire delle volte non essere né freddo né caldo. La parola di Dio disse: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu
fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo,
sto per vomitarti dalla mia bocca.(
Apocalisse 3, 15-16) Non testimoniare Dio, quindi non essere luce del mondo
nasce anche dalla paura degli uomini, dalla pigrizia o dalla mancanza di
coraggio. Non testimoniare Dio in una parola è non riconoscerlo. “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi
rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che
è nei cieli”.(Mt 10,32-33)
Carissimi
ricordatevi bene, “che voi siete una
lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo
Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori
umani”(2 Cor 3,1-3).
domenica 2 febbraio 2014
FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
I miei occhi hanno visto la tua
salvezza
+ Dal Vangelo
secondo Luca Santi di oggi
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Parola del Signore
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Parola del Signore
Omelia
Carissimi
fratelli, oggi che celebriamo la Presentazione del Signore è anche la Giornata
della Vita Consacrata. La Chiesa ci invita a pregare per le vocazioni e per i
consacrati. La festa della Presentazione del Signore viene celebrata quaranta
giorni dopo il Santo Natale. Verso la metà del secolo VII questa festa
esistente già nell'oriente viene introdotto in Occidente col titolo di
Purificazione di Maria. A Roma si faceva una grande processione di carattere
penitenziale verso la Basilica di D. Maria Maggiore e tutti portavano le
candele accese. Le candele accese simboleggiano il Cristo: Luce del Mondo,
ponendo cosi l'aspetto Cristologico della festa. Ecco da dove viene il nome
Candelora.
Candelora il nome di questa festa mette in rilievo il
concetto di Cristo Luce che illumina le gente. Questa festa è anche Mariana
perché Cristo si offre a Dio per le mani di Maria.
Maria,
come tutte le mamme ebraiche, si reca al tempio di Gerusalemme in obbedienza
alla Legge Divina che prescriveva un rito di purificazione quaranta giorni dopo
il parto. “Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una
figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote, all'ingresso della tenda del
convegno, un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in
sacrificio per il peccato. Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il
rito espiatorio per lei; ella sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa
è la legge che riguarda la donna, quando partorisce un maschio o una femmina.
Se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno
per l'olocausto e l'altro per il sacrificio per il peccato. Il sacerdote
compirà il rito espiatorio per lei ed ella sarà pura”(Levitico 12.6-8) Maria
perché non aveva i mezzi ha presentato al tempio le vittime per il sacrifico
quello che la legge ha prescritto per i poveri. Nel tempo di Maria questo rito
di purificazione si faceva solo nel tempio di Gerusalemme.
Dopo
la purificazione seguiva il riscatto del primogenito, perché il figlio
primogenito era ritenuto, per legge proprietà di Dio destinato al tempio, ma i
genitori lo potevano riscattare pagando cinque sicli d'argento. “ Il Signore
disse a Mosè:«Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli
Israeliti - di uomini o di animali -: esso appartiene a me... tu riserverai per
il Signore ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del bestiame, se
di sesso maschile, appartiene al Signore. Riscatterai ogni primo parto
dell'asino mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli
spaccherai la nuca. Riscatterai ogni primogenito dell'uomo tra i tuoi figli.
Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il Signore ci ha fatti
uscire dall'Egitto, dalla condizione servile. Poiché il faraone si ostinava a
non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese
d'Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo
io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso
maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. Questo sarà un segno
sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con
braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto”(Esodo 13,1-2,12-16)
“Ogni
essere che nasce per primo da ogni essere vivente, offerto al Signore, sia
degli uomini sia degli animali, sarà tuo; però farai riscattare il primogenito
dell'uomo e farai anche riscattare il primo nato dell'animale impuro. Il tuo
riscatto, lo effettuerai dall'età di un mese, secondo la stima di cinque sicli
d'argento, conformi al siclo del santuario, che è di venti ghera. Ma non farai
riscattare il primo nato della mucca, né il primo nato della pecora, né il
primo nato della capra: sono cosa sacra”( Numeri 18,15-17).
Nel
tempio nell'ora della presentazione c'erano due personaggi pii che aspettavano
la salvezza di Israele: il profeta Simone e profetessa Anna, che mossi dallo
Spirito Santo hanno riconosciuto Gesù come il Messia che va incontro al Suo
popolo nel tempio. Simeone allora fa una sintesi della fede del popolo di Dio e
della missione salvifica di Gesù: Luce per illuminare la gente e gloria
Israele... e segno di contraddizione. Simone cosi ci rivela ancora una volta la
misteriosa identità del neonato dopo quelli rivelatoci dai pastori e dai magi.
I pastori hanno raccontato ciò che avevano sentito dagli angeli “oggi, nella città di Davide, è nato per voi un
Salvatore, che è Cristo Signore... tutti quelli che udirono,
si stupirono delle cose che i pastori dicevano...(Luca 2, 11,18) Anche “Il
padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui”(Luca
2, ) I magi invece chiedevano “Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei?”( Mt
2,2)
A
Maria dice Simone “a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati
i pensieri di molti cuori ”. Ecco un altro aspetto Mariano della festa odierna
che rivela Maria come Mater Dolorosa che seguirà il Figlio amato sulla via
della croce e che piange per l'umanità che rifiuta l'amore più grande del suo
Figlio che dona la vita per i sui amici. Il vangelo di oggi ci presenta ancora
Maria e Giuseppe come modelli di coloro che ascoltano la parola di Dio, che
osservano le Sue leggi.
Padre
Ethel ethelnwachukwu@yahoo.com
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