sabato 15 marzo 2014

II DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA


Il suo volto brillò come il sole

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

Omelia

La parola chiave della liturgia odierna è il verbo “ascoltare”. La prima e la terza lettura hanno entrambi due luoghi di avvenimento come il monte. Secondo la tradizione biblica il monte è il luogo dove Dio si rivela all'uomo attraverso la Sua parola. Il monte è luogo della manifestazione di Dio: Abramo salì sul monte per sacrificare suo unico figlio Isacco e là incontrò Dio come provvidenza.(Gen 22,14) Anche il servo di Dio Mosè sul monte Sinai ha ricevuto le Tavole della Legge.(Es 24,18) Sul monte Sinai il volto di Mosè si e trasfigurato.(Es 34,29) Oggi Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte e si dimostra la più alta manifestazione di Dio non solo da guardare o contemplare ma anche da ascoltare: questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo (vangelo). Ogni rivelazione di Dio richiede una giusta e dovuto risposta di fede. E la fede nasce dall'ascolto della parola di Dio, “la fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo”( Rm 10,17).

Gesù prima della Sua morte ha preso con sé questi Apostoli e salito sul monte si trasfigurò davanti ai loro occhi. Questo vangelo è ricco di simboli:

  • La trasfigurazione di Gesù è la manifestazione della Sua gloria, della Sua divinità e maestà. L’evangelista Luca ci racconta che Gesù salì sul monte a pregare, mentre pregava il Suo volto cambia di aspetto...(Lc 9,29). E davanti a questa teofania (letteralmente significa manifestazione della divinità forma sensibile) Pietro, Giacomo e Giovanni s’illudono di essere già arrivati alla Pasqua senza il calvario ma la visione dura solo un momento e Pietro prendendo parola come di solito disse a Gesù: Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Ed ecco Luca che narra “Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme”(Lc 9,30-31). Gesù ricorda loro che non c’e` gloria senza croce: mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti. La trasfigurazione di Gesù non era destinata agli occhi di chiunque. Solo Pietro, Giacomo e Giovanni, cioè i tre discepoli cui Gesù aveva permesso in precedenza di rimanere con Lui mentre ridava la vita ad una fanciulla hanno contemplato lo splendore glorioso di Cristo. Proprio loro stavano per sapere cosi che il Figlio di Dio sarebbe risorto dalla morte, proprio loro sarebbero stati scelti, più tardi da Gesù ad essere con Lui al Getsemani. Sul monte Tabor Gesù rivela la Sua divinità finora velata dalla Sua umanità.
  • Presenza di Elia e Mosè: simboleggia la legge e i profeti che hanno annunciato la venuta del Messia, la Sua passione e glorificazione. Il dialogo tra i tre personaggi: Gesù, Elia e Mosè mostra Gesù come l'ultima parola di Dio. La trasfigurazione rivela che Gesù è il Messia promesso e il legislatore del nuovo popolo di Dio. Mentre contemplavano i tre apostoli, la gloria e la maestà divina, la voce dall'alto li invita ad ascoltare Gesù il Figlio amato. Questa è quella stessa voce che ha parlato al fiume di Giordano dicendo: "questi e' il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo", perché la fede cristiana non è vera e solida se non se nutre della parola di Dio, non si confronta con essa, se non si vive di essa.
La trasfigurazione di Gesù è un segno e una meravigliosa profezia perché Gesù Cristo, alla fine del mondo, trasfigurerà anche il nostro corpo mortale a somiglianza del Suo corpo glorioso.   





domenica 9 marzo 2014

I DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA


Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.  

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore

OMELIA

Carissimi siamo già nel tempo di quaresima! E la liturgia ci rivela che siamo mortali e fragili peccatori. La Quaresima è il tempo forte e speciale dell'anno liturgico ha una durata di quaranta giorni (esclusi le domeniche del tempo di Quaresima). È il tempo di conversione, di riconciliazione, di penitenza e di perdono significato nel simbolo delle ceneri della liturgia del mercoledì delle ceneri," convertitevi e credetevi al Vangelo".

La Quaresima è il tempo favorevole, " è per eccellenza il tempo di salvezza". Il tempo di Quaresima ha inizio il mercoledì delle ceneri e termina la sera del giovedì santo.
Gesù nel Vangelo ci ha proclamato il cuore dell'annuncio del cammino quaresimale: "convertitevi e credetevi al vangelo". L'evangelista Marco ci narra brevemente la tentazione di Gesù nel deserto. Matteo e Luca invece hanno elaborato tre scene nei loro racconti della prova di Gesù da Satana nel deserto dove troviamo le armi con cui Gesù ha combattuto il tentatore. Il Vangelo odierno ci ha lascia come esempio le armi per sconfiggere il principe nemico di questo mondo, Satana. Come Gesù anche noi siamo tentati, ciò che fa migliore satana è tentare e fa cadere i credenti nel peccato e poi li accusa. Gesù è stato forte nella battaglia contro la tentazione e come Lui anche noi possiamo combattere la tentazione con la preghiera, il digiuno, e la parola di Dio. "La vittoria di Gesù sul tentatore nel deserto anticipa la vittoria della passione..."(CCC 539)
Perché l'uomo è fragile a causa del peccato, Gesù il Vincitore Glorioso del male ci indica le classiche opere di pietà come uno stile di vita nel nostro cammino Quaresimale quest’ anno: l'elemosina, la preghiera e il digiuno. Le pratiche di queste opere di pietà in questo tempo di grazia ci rafforza nella lotta contro la tentazione, l'egoismo, il mondo con le sue ideologie e false filosofie.

Facciamo attenzione all'astuzia del tentatore, che mette alla prova il Figlio di Dio cercando di piantare nel Suo Cuore il dubbio. Il tentatore inizia dalla verità rivelata dal Padre nel fiume Giordano: la figliolanza, “se tu sei Figlio di Dio”, poi passa al bisogno più necessario dell’ uomo (cibo), alla prova di Dio o meglio dire alla sfida di Dio e infine al bisogno di gloria e ricchezza (il mondo e i suoi inganni). Deforma la parola di Dio, “se tu sei Figlio di Dio”, è vero che Dio ha detto, non dovete mangiare di alcun albero del giardino”? Dio infatti aveva detto: “del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino...Non dovete mangiarne … altrimenti morirete”. Cercando di confondere Eva fa credere a lei che Dio non dice la verità assoluta: “Non morirete affatto”! se mangiate il frutto del albero proibito. Il tentatore deformando la parola di Dio lo presenta ad Eva e al mondo di oggi non come Dio creatore ma come un Dio che ci costringe e non ci lascia liberi. Infatti in ogni inganno del mondo odierno Dio è presentato come nemico dell'uomo e l'interdizione motivata dalla cura di Dio per l'uomo diventa repressione della creatura a opera del creatore. Nelle tentazioni di Adamo ed Eva e di Gesù si trova il modello di ogni prova e peccato. E si scoprire che la tattica del serpente antico è quella vecchia che non si cambia mia.

Armiamoci con la preghiera, il digiuno, e la parola di Dio. Dunque carissimi, “rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il Vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”. (Efesini 6,10-17) Qualcuno giustamente scrisse che sono molti i vantaggi della tentazione superata con l'aiuto di Dio: umilia Satana, fa risplendere la gloria di Dio, purifica la nostra anima, ci obbliga a stare sempre vigili, diffidando di noi stessi e sperando tutto da Dio.

Marco ci rivela nel Vangelo odierno che il mistero del male non si spiega solo con la ragione umana come spiega la presenza del serpente nel racconto del peccato originale nel libro della genesi e della presenza di satana nella tentazione di Gesù oggi. Tanti dubitano l'esistenza dell'ingannatore e questo implica lasciarsi vincere dalla raffinata astuzia del tentatore e "l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’ Iddio nostro, giorno e notte"(Apocalisse 12:7-12).

Per concludere non scordiamo che ogni venerdì di Quaresima c'è in chiesa alle ore 16,30 la via crucis che ci fa riflettere la passione e morte di Gesù sulla croce. Percorrere insieme a Lui le Stazioni della via Crucis sostiene il nostro coraggio nel lottare contro la tentazione .



domenica 2 marzo 2014

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Non preoccupatevi del domani

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Parola del Signore

Omelia

Come nella vita quotidiana facciamo alcune scelte, cosi Gesù ci invita a fare nella vita di fede, perché la vita cristiana è uno stile di vita, un modo di essere e di vivere, una scuola di vita che non cambia e che si riconosce. La scelta da fare oggi è di preferire Dio al di sopra di ogni altra cosa e di confidare nella Sua Divina Provvidenza. Non scegliere Dio e non metterlo al centro della vita è uno dei problemi più grande di questo secolo.  Gesù per ribadire il fatto che Dio è il centro e al centro di ogni uomo inizia con una delle Sue sentenze più conosciute: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro,  oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”.(Vangelo) Nelle vecchie traduzioni del vangelo veniva usata la parola "mammona" e non la parola ricchezza. Gesù continua a dire: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?...Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena (Mt 6,25,34).
La parola “mammona” un termine di origine siro-caldaica significa ricchezza, una ricchezza ammucchiata e nascosta, adoperata nell'uso comune per indicare la ricchezza divinizzata ed adorata come idolo.( Giovanni Lardone)
Gli studiosi affermano che “mammona” significa qualcosa che ha, la capacita di proporsi e imporsi come idolo, tutto ciò che è senza essere Dio, ci può asservire.
“Nessuno può servire due padroni...Non potete servire Dio e la ricchezza”. Gesù non dice: non potete avere Dio e ricchezza, intendeva a dire non potete dedicarvi con tutta l`anima e con tutta la forza nel servizio di Dio e nell' ammucchiamento del denaro con la stessa energia.
Da notare è che l'avidità del denaro è idolatria, “Quelli invece che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell'inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L'avidità del denaro infatti, è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti” (1Tim 6,3-10) ammonisce Paolo; è per la divinizzazione del denaro che Gesù ci ha domandato “quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? ”(Mt 16,26).  Gesù stesso ci consiglia dicendo, "Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano e, dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano e, dove i ladri non sconficcano né rubano"( Mt 6:19-20). “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”( Mt 6,33). “I credenti, purtroppo, non si danno sempre tanta pena per il Regno. Riconosciamolo! Questa è la lezione da intendere dalla parabola del truffatore .

“Non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?” Con queste parole Gesù ci invita ad abbandonarci alla fede nella Divina Provvidenza. Gesù non ci insegna a vivere una vita senza piani o senza pensare al domani; egli anzi ci insegna la verità fondamentale della fede, "Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori. Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate un pane di fatica: al suo prediletto egli lo darà nel sonno" (Salmo 127:1-2). I progetti della nostra vita quindi, la sicurezza e il benessere in futuro devono iniziare con la nostra sottomissione totale a Dio. Se Dio si prende cura e provvede per le creature inferiori come l'erba del campo e gli uccelli del cielo, quanto più ha cura di noi che siamo fatti a sua immagine e somiglianza? “Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature”.( Salmo 145,9)
Gesù disse che “il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno”, quindi ci invita a non preoccuparci di nulla. Nulla ci deve turbare. “Why worry when you can pray? Trust in Jesus …” cantava l`americano John W. Peterson di Lindsborg, Kansas.
Questo canto gospel dice “perché ti preoccupi invece di pregare? Affidati a Gesù...”. Questo canto inglese esprime l'insegnamento di Gesù che oggi ci dice “chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?”. Si spende più tempo preoccupando con ansia dei problemi. Allora Dio ci sta dicendo oggi “non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presente a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti...(Filippesi 4,6). “A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che opera in noi...” (Efesini 3,20) Dio non si scorda mai di uomo. “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a me”.( Isaia 49,15-16) Proprio a te che ti preoccupi del lavoro, dei figli, del tuo futuro, della tua salute, di tuo marito, di tua moglie, Dio ti sta dicendo” non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato”. Ora non è il tempo dell’ ansia,  della disperazione e preoccupazione ma di affidarsi alla provvidenza, e alla preghiera.




sabato 22 febbraio 2014

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Mt 5,38-48

Amate i vostri nemici

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore


Omelia

Cari fratelli! Gesù ci ricorda oggi che tutta la legge è riassunta nell'amore di Dio e del prossimo. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della legge, infatti, è la carità. (Rm 13,8-10) Gesù è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre (Eb 1,1) ed Egli ci invita a superare la legge del taglione (lex talionis). Questa legge del codice di Hammurabi detta anche: occhio per occhio, dente per dente è la legge di vendetta che prescriva che, chi è stato offeso, ha il diritto di infliggere all'offensore una pena uguale all'offesa ricevuta. Hammurabi fu il sesto re di Babilonia, della I dinastia babilonese. Gesù ci stupisce con la novità del suo insegnamento: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico... se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle”.( Vangelo)
Ai Suoi insegnamenti la gente diceva, che mai è questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità.(Mc 1,27) Alla sua dottrina risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!>>...mentre  i Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato>>. (Gv 7,46,15-16)  Oggi l'uomo riesce a scoprire la bellezza e la novità del Vangelo di Gesù? Mi stupisce ancora Gesù? Questa è che ogni uomo è chiamato a rispondere oggi. Gesù vuole facci capire che dal male nasce male e che con bene/amore solo si vince male. Occhio per occhio, dente per dente aumenta solo il male tra gli uomini.
Gesù cita il libro dell'Esodo che contiene la legge di vendetta:”Quando un uomo colpisce con il bastone il suo schiavo o la sua schiava e gli muore sotto le sue mani, si deve fare vendetta; ma se sopravvive un giorno o due, non sarà vendicato, perché è suo denaro. Quando alcuni uomini litigano e urtano una donna incinta, così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia, si esigerà un'ammenda, secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole pagherà attraverso un arbitrato. Se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido. Quando un uomo colpisce l'occhio del suo schiavo o della sua schiava e lo acceca, darà loro la libertà in compenso dell'occhio”.( Es 21,20-26) La lex talionis in una parola disse: “amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Gesù ci chiede l'amore del nemico e la preghiera per chi ci fa o ha fato del male. “Voi, dunque, siate perfetti com' è perfetto il Padre vostro celeste”. Essere perfetti vuol dire amare i nemici e pregare per quelli che ci perseguitano.
“La liturgia odierna punta tutto sul vero amore, quello alto, quello cristiano, non quello del mondo che ama per costrizione, che ama chi merita o chi ci stima: per il cristiano tutti sono degni di essere amati e tutti vanno onorati perché figli di un Dio che ama, di un Dio che è amore, che fa sorgere il Suo sole su tutti … Quanto desidera Gesù una chiesa di amanti, di persone che si donano, che si sacrificano per gli altri, che non tengono conto del male ricevuto..una chiesa fatta di persone amanti suppone delle famiglie che vivono e insegnano ad amare, che vivono il rispetto reciproco, senza invidie, senza rancori: scuole di carità quotidiana...''(Pane e Cammino, Febbraio 2014, p.114)


domenica 16 febbraio 2014

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Mt (5, 20-22a.27-28.33-34a.37)

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.


+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

Omelia

La liturgia odierna ci fa riflettere sulla legge di Dio. È vero che beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge del Signore”...( Salmo 119,1), ma il cristiano è prima di tutto il discepolo di Gesù, non colui che adempie la legge. I farisei erano ossessionati dalla realizzazione letterale e minuziosa della legge; ma ne avevano completamente perso lo spirito. Di qui la parola di Gesù: “Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei..”.(La Chiesa.it) La legge di Dio sono solo parole d'amore che ci aiutano ad amare Dio e il prossimo.
La Sua legge è “assoluta e perpetua”, dato da Dio non solo perché ci sia l'ordine nella società umana ma anche per condurre l'uomo a Dio e alla salvezza. Le prescrizioni della legge Divina sono come segni stradali. A cosa servono i segni stradali?  Conducano e indicano la strada a chi giuda, e chi li rispetta non sbaglia mai, non riceve la contravvenzione e non fa incidente. Come il codice stradale, chi osserva il comandamento di Dio cammina sulla via retta e non incappa mai. Chi cammina nella via della legge Divina è illuminato da essa, è intelligente ed è in grado di discernere tra ciò che è bene e male. Come i segni stradali ci indicano la strada cosi, la legge di Dio ci indica Dio e ci porta a Lui. L'osservanza della legge non è altro che amare Dio e il prossimo. San Paolo dipinge chiaramente questa idea cosi “non siete debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole: perché chi ama l'altro, ha adempito la legge". Infatti: "Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desiderai, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della legge infatti, è la carità. (Rm 13,8-10)
Gesù disse al giovane ricco"Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. (Mt 19,16-22) e la prima lettura ci dice, “Se vuoi puoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai”. Il giovane ricco che va incontro a Gesù gli domandò “maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna"? Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesero nel cielo; e vieni; Seguimi!". Udita questa parola, il giovane se ne andò triste; possedeva infatti molte ricchezze.(Mt 19,16-22) In una parola Gesù lo ha indicato amore che è lo spirito della legge. La legge era osservata letteralmente, è questo a suscitare la polemica tra Gesù e un gruppo dei farisei e scribi venuti da Gerusalemme; “perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?”
Gesù è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre (Eb 1,1). E afferma nel vangelo “non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto”. Non sempre l'uomo riesce a mettere in pratica la parola di Dio. Sembra difficile! San Paolo di fronte la legge e la sua praticabilità esclamò : ”io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti, nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? ... Io dunque, con la mia ragione, servo la legge di Dio, con la mia carne invece la legge del peccato”.(Rm 7,21-25) Dopo Paolo si è reso conto dell'importanza della grazia e disse: “tutto posso in colui che mi dà la forza''(Filippesi 4,13).
Ci chiama Gesù a fare più degli altri, a fare lo straordinario perché siamo nel tempo di grazia e lo Spirito Santo ci aiuta a discernere tra ciò che è bene e ciò che è male; “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”;(Vangelo) e Gesù ci lascia qui come vivere la pienezza di vita in Lui e per il bene del prossimo:
  • “Non ucciderai” ha prescritto la legge ma Gesù dice “chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
  • Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
  • Riconciliarti con il tuo fratello prima di offrire il tuo dono all'altare.
  • Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario prima di arrivare al tribunale.
  • La legge dice, “non commetterai adulterio”. Gesù sottolinea che ''chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.''
  • “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio” dice la legge ma Gesù proclama che ''chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio''.
  • “Non giurerai il falso” dice la legge ma Gesù dice “non giurate affatto...Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il più viene dal Maligno”.



sabato 8 febbraio 2014

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Voi siete la luce del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore

Omelia

Nel vangelo di questa V Domenica del Tempo Ordinario Gesù usa due parole: Sale e Luce. Queste sono parole chiave che esprimono la vita e testimonianza di ogni credente. Il cristiano è colui che riflette il Suo Signore nel suo agire e nel suo rapportarsi con altri, quindi “Voi siete il sale della terra”. Le parole di Gesù rivolto a noi cristiani ci fanno pensare dell'uso che noi facciamo del sale. Nel cibo un pizzico di sale insaporisce e viene anche usato per la preservazione delle cose. Il cristiano è nel mondo ma non è del mondo. San Paolo a proposito disse, “non conformatevi a questo mondo”(Rm 12,2). Non ci conformiamo alla mentalità del mondo. Il cristiano, questo “sale” della terra, non da più sapore cioè se non si rende più testimonianza a Dio vale più o meno a nulla; “Se il sale perde il sapore … a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”.
Gesù attribuisce a se il tema della Luce: “Io sono la Luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è “la luce degli uomini; la luce (che) splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta” (Gv 1,4-5). “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Abbiamo detto che siamo alla sera dell’ultimo giorno della festa delle Capanne. Il popolo con una grandiosa luminaria, faceva memoria della nube luminosa che lo aveva accompagnato nel deserto. Era il segno della presenza del Signore, Luce di Israele, che di notte indicava la via da percorrere (Es 13,20-22). Però non era solo memoria di un passato, era anche un’esperienza perenne per l’Israele fedele: Dice il salmista: «Quando ci illumini, viviamo nella luce» (Sal 36,9s); ed era anche un annuncio di un meraviglioso futuro, quello dei tempi messianici, quando il popolo sommerso nelle tenebre, «vedrà una grande luce» (Mt 4,16). Il Messia è infatti chiamato «luce per illuminare le genti» (Lc 2,32), non solo Israele''.(D. Mario Galizzi sdb)
E oggi disse a noi discepoli: “Voi siete la luce del mondo”. Siamo come Gesù luce perché illuminati da Lui Vera Luce che illumina le tenebre. Siamo luce del mondo solo se abbiamo fatto l'esperienza di Dio, se ci lasciamo trasformare e usare da Lui. Siamo luce del mondo solo se la gente veda in noi qualcosa, una testimonianza della nostra fede cristiana. Sapendo che siamo cristiani cosa dicono gli altri di noi? Il mio agire o la nostro agire rifletta qualcosa della fede che noi professiamo o siamo cristiani solo quando siamo in chiesa?
“Non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplende la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” disse Gesù. La lampada dà <<la luce a tutti quelli che sono nella casa>>. Qualcuno diceva giustamente che la prima testimonianza del credente è nella propria famiglia. Quando una persona ha dato il suo cuore al Signore è là che dimostra, prima che altrove, il cambiamento avvenuto nella sua vita.
Il cristiano che dopo avere sperimentato il Signore non Lo testimonia non è altro che una luce/lampada nascosta sotto il moggio o sotto il letto (Mt4,21). La lampada è fatta per illuminare. La parola di Dio deve rivelarsi e bisogna riceverla. Non testimoniare Dio vuol dire delle volte non essere né freddo né caldo. La parola di Dio disse: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.( Apocalisse 3, 15-16) Non testimoniare Dio, quindi non essere luce del mondo nasce anche dalla paura degli uomini, dalla pigrizia o dalla mancanza di coraggio. Non testimoniare Dio in una parola è non riconoscerlo. “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.(Mt 10,32-33)
Carissimi ricordatevi bene, “che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani”(2 Cor 3,1-3).