venerdì 3 febbraio 2012

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica 5 Febbraio  Sant' Agata

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore


Riflessione

Carissimi,
L’ Evangelista Marco ci fa vivere con Cristo una giornata del suo ministero a Cafarnao, la città di Pietro e di Andrea. Egli annuncia il regno di Dio, guarisce i malati, caccia i demoni, tutte attività che non impediscono per nulla la sua vita di preghiera. Carissimi fratelli e sorelle, un problema per il quale cerchiamo invano una risposta valida è quello della sofferenza. Essa giunge ad essere perfino una pietra di scandalo per tutti gli uomini, sia dell'oriente che dell'occidente. per noi cristiani la sofferenza rimane un mistero che noi non pretendiamo di spiegare ma solo di illuminare con la luce del vangelo. il nostro atteggiamento di fronte alla sofferenza si conferma a quello di Cristo: perciò non sarà né di rivolta né di disperazione, ma di rassegnazione e di abbandono incondizionato nelle mani del Padre, sull'esempio di Gesù, che nella sua agonia ha pregato: "Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". Carissimi, cerchiamo di essere più aperti alle sofferenze e ai dolori dei Nostri fratelli, per essere in mezzo a loro i testimoni della bontà di Dio. 

Padre Jean Paul 


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