sabato 11 febbraio 2012

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica 12 Febbraio Sant' Antonio Cauleas

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore



Riflessione

Il vangelo di domenica scorsa ci ha mostrato Gesu' sempre vicino all' uomo sofferente, il Salvatore dell'uomo che piega tutte le forze del male, “guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni”(Mc 1,34).Il brano evangelico di oggi ci presenta uno dei tanti miracoli fatti da Gesu', la guarigione di un lebbroso. Il messaggi nascosti nella liturgia della parola odierna sono:
v  La brutta condizione di un peccatore.
v  Gesu' e' il medico del corpo e dell'anima.
v  E la figura e persona del sacerdote visto negli occhi di Dio. 
Il libro del Levitico ci ha descritto la miseria e la vita triste del lebbroso “porterà vesti strappate e capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: impuro! Impuro!...ne' sarà  solo, abiterà  fuori dell' accampamento”(levitico 13, 45-46).La lebbra e' un cancro della pelle contagioso, l'antico testamento parla di due guarigioni della lebbra: quella di Maria, la sorella di Mose' e quella di Naaman, il generale siro.Nella mentalità ebraica la malattia era considerato una punizione da parte di Dio per i peccati commessi. La tradizione antica testamentaria vedeva un legame tra la malattia e il peccato, l'episodio del cieco nato ci illustra bene questa mentalità ebraica che considera la malattia come punizione, “e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?". Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio”(Gv. 9,1-41) Per Gesu' la malattia non e' una punizione ma può essere la conseguenza del peccato per esempio chi fa uso di droga può fare un incidente stradale se guida. Nel nuovo testamento la lebbra può essere una malattia fisica or spirituale.Quella lebbra spirituale ciò il peccato e' il più grave perché “affligge e uccide l'anima”. La lebbra oggi può prendere nomi diversi : l'ira, la bestemmia, l'ubriachezza, sesso, l'orgoglio, la superbia, la droga e così via.
Gesu' il medico specialista del corpo e dell'anima disse ai scribi dei farisei “non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”(Mc 2,17). Gesu' considera il peccato una malattia dell'anima, la scena riportato dall’ evangelista Marco avuto luogo nell' occasione della festa del perdono ove Gesu' misericordioso abbraccia i pubblicani e i peccatori che erano colpiti non fisicamente ma spiritualmente dal varie malattie. Il peccato ci ha portati a vivere come i lebbrosi della prima lettura e ci separa dall'amore e l'amicizia di Dio, ci isola tra noi. Gesu' nel vangelo guarisce un lebbroso, l'ordino' di mostrasi al sacerdote. Cosi Gesu' si mostra obbediente alla prescrizione della legge antica quando e' strumento pratico per il bene del singolo e per il bene comune. Gesu' mette in risalto la figura e l'importanza del sacerdote . Come mai, il Sommo Sacerdote e medico Specialista' guarisce un ammalato e lo mando al sacerdote per la conferma ? Si può intuire che a Gesu' e' caro la figura del sacerdote (levitico 13 e 14).                                      Dopo la sua guarigione Gesu' gli disse “Guarda di non dire niente a nessuno...” perché “il gesto dell'amore non ha bisogno della pubblicità'” Quel'uomo invece ad alta voce annunziava l'amore di Dio e lodava Dio senza paura e senza vergogna. La sua testimonianza fu forte e di conseguenza venivano a lui da ogni parte (Mc 1, 44-45).             In conclusione siamo invitati a riconoscere i benefici di Dio nella nostra vita e a ringraziarlo.

Padre Ethel

1 commento:

  1. Vi chiedo di commentare sulla spiegazione del vangelo per auitarci a servirvi meglior.E' troppo lungo o breve?E' troppo academico l'omelia?Vi e' servito?.Padre Ethel

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