lunedì 3 settembre 2012

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini

+ Dal Vangelo secondo Marco   Santi di oggi

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore

Riflessione

La liturgia di oggi ci presenta la legge di Dio come 'parole' di vita che rende; saggio una nazione. E siamo chiamati a osservare non le tradizioni degli antichi o umani perché la legge Divina è eterna e universale e supera ogni tradizione e legge umana. La Sua legge è “assoluta e perpetua”, dato da Dio non solo perché ci sia l'ordine nella chiesa e società umana ma anche per condurre l'uomo a Dio e alla salvezza. Le prescrizioni della legge Divina sono come segni stradali. Che cosa servono i segni stradali? Conducano e indicano la strada a chi giuda, e chi li rispetta non sbaglia mai, non riceve la contravvenzione e non fa incidente. Come il codice stradale, chi osserva il comandamento di Dio cammina sulla via retta e non incappa mai. Chi cammina nella via della legge Divina è illuminato da essa, è intelligente ed è in grado di discernere tra ciò che è bene e male. Come i segni stradali ci indicano la strada cosi, la legge di Dio ci indica Dio e ci porta a Lui.
La legge di Dio come evidenzia i dieci comandamenti sono solo parole d'amore che ci aiutano ad amare Dio e il prossimo. I primi tre dei dieci comandamenti regolano il rapporto Uomo-Dio e il resto regolano il rapporto Uomo-Uomo. Sono le parole di Dio che ci invitano all'amore di Dio e dell'uomo.
La legge di Dio richiede una gusta e dovuta ubbidienza dell' uomo. L'ubbidienza alla legge di Dio è prova d'amore. L'osservanza non è altro che amare Dio e il prossimo. S. Paolo dipinge chiaramente questa idea cosi “ non siete debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole: perché chi ama l'altro ha adempito la legge". Infatti: "Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desiderai, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della legge infatti è la carità. (Rm 13,8-10)
La prima lettura è una collezione di omelie messe in bocca a Mosè prima che Giosuè ha guidato il popolo di Dio nella terra promessa. E la Torah cioè la legge biblica viene presentata a noi come manifestazione della presenza e vicinanza di Dio al Suo popolo. La prima lettura sottolinea che la vera saggezza consiste nella accettazione e nella pratica della legge Divina.
La seconda lettura invece insiste sull'importanza di accogliere con docilità la parola di Dio che salva e di metterla in pratica. Non basta avere una bella conoscenza della legge Divina, bisogna viverla. I Farisei e gli Scribi avevano una bella conoscenza della legge e ne moltiplicavano. La loro religiosità ci racconta come si può essere giusto, religioso, una perfetta osservanza della legge e nello stesso tempo essere lontano da Dio. La storia dei giovani ricco ci dice tutto di come si può osservare la legge senza amare se stesso , senza prendere sul serio la propria salvezza e senza amare il prossimo.“maestro, che cosa devo fare di buona per avere la vita eterna"? Gli rispose “perché mi interroghi su ciò che è buono"? Buono è uno solo. "Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti” Gli chiese: Quali? Gesù rispose: “Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse: “tutte queste cose le ho osservate, che altro mi manca?” Gli disse Gesù: “se vuoi essere perfetto, va vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesero nel cielo; e vieni; Seguimi!". Udito questa parola il giovane se ne andò triste; possedeva infatti molte ricchezze.(Mt 19,16-22) il vangelo ci presenta la polemica tra Gesù e un gruppo dei farisei e scribi venuti da Gerusalemme. Questo incontro era l'occasione per Gesù di parlare delle tradizioni degli antichi in cui Egli cerca di mettere in risalto il rapporto tra la legge e l'osservanza della legge quindi Gesù parla della lettera della legge e lo spirito della legge. La legge era osservata letteralmente, e questo a suscitare la polemica”Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?” Secondo le tradizioni antichi le mani si lavano non perché sporchi,è una forma di religiosità esteriore e osservanza della legge senza contenuto religioso. Altre forme delle leggi degli antichi sono: lavatura dei bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letto. Altre includono toccare un lebbroso, un cadavere, contatto con uno straniero o una donna che ha partorito, entrare nella terra straniera. Questo elenco contiene le varie fonti di impurità.
E Gesù chiarisce, che non c'è nulla fuori di uomo che entrando in lui possa renderlo impuro. Sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo.

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