Fa udire i sordi e fa parlare i muti.
+ Dal Vangelo secondo Marco Santi di oggi
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore
Riflessione
La liturgia della parola odierna ci propone per la nostra comune riflessione il miracolo della guarigione del sordomuto. Questa malattia interpretata nel senso spirituale è qualunque cosa che impedisce l'uomo ad aprirsi a Dio, a sentire la parola di Dio e a parlarne. Blocca l'uomo e non lo lascia niente possibilità di comunicazione con il Divino e può essere solo curato nell'incontro personale con Dio.
Il brano evangelico d'oggi è la realizzazione della prima lettura detta 'deutro-Isaia', una poesia ispirata scritta nel tempo dell'esilio babilonese nel quale l'autore canta il rientro d'Israele da Babilonia a Gerusalemme. Questo tempo della schiavitù Babilonese era il tempo in cui il popolo di Dio non avevano più l'opportunità ascoltare e di professare la parola di Dio. E lo scrittore della prima lettura profetizza il tempo messianico otto secoli prima della venuta di Gesù nella quale “si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi, ” cioè tempo d'ascolto e di professione della parola divina. Questo tempo di libertà radicale che avviene solo nell'incontro tra l'umanità e la divinità.
Gesù pronuncia nella Sua lingua aramaica 'Effata' che vuol dire apriti all'uomo che non senta e non oda la Sua parola. “Gli orecchi sordi nella bibbia sono spesso segno di cuore indifferente. Senza la parola efficacie del Cristo l'uomo resta sordo all'evangelo. E' per questo che nel battesimo cristiano si è introdotto il rito dell' Effata sul bambino che è stato appena battezzato perché diventi colui che ascolta la parola di Dio e la comunica agli altri con le sue labbra e la sua vita... sordo è colui che non trasmette ad altri la professione della sua fede e la gioia del vangelo”.( Gianfranco Rava)
l'incontro evangelico di Gesù con il sordomuto rivela due tipi di sordi-muti:
- Nella sfera di vita fisica ci sono i sordi-muti che non sentono e non parlano: un impedimento fisco.
- Nel senso spirituale ci sono quelli che “hanno orecchie non odono; hanno occhi e non vedono”.( Sal 115,5-6) Tanti uomini d'oggi sono sordi-muti perché sordi nell'ascoltare la parola di Dio e muti nel testimoniare e parlare delle meraviglie di Dio. Anche noi credenti spesso siamo davanti a dio come sordi alla Sua parola e muti nella testimonianza e nella lode.
Alcuni episodi evangelici odierni sono interessanti perché ricchi di lezioni:
- Il “sordomuto, incapace di chiedere aiuto e di udire parole anche solo di consolazione … Quest' uomo non aveva preso l'iniziativa da solo, altri l'hanno condotto a Gesù”.(Tiberio Cantaboni) E' il compito di ogni credente condurre a Gesù persone spiritualmente incapace di intendere e di proclamare la parola di Dio. Mi piacerebbe che questa parrocchia diventasse piena di persone che conducano altri a Gesù.
- Gesù “lo prese in disparte, lontano dalla folla...(Mc 7,33). Non è sempre che la folla aiuta nell'avvicinamento delle persone a Gesù. La 'folla' nel vangelo è spesso usata per indicare l'impedimento all'incontro con Gesù. Nella scena evangelica dell'incontro tra Gesù e il paralitico, la folla era un ostacolo all'incontro risanatore del paralitico. La folla impediva il piccolo uomo di nome Zaccheo a incontrare Gesù. Il povero Bartimeo pure era impedito a incontrare Gesù dalla folla.
- Marco insiste sull'importanza dell'incontro diretta e personale con Gesù, “Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». “La scelta di portare il malato in disparte fa si che, al momento della guarigione, Gesù e il sordomuto si trovino da soli, avvicinati in una singolare relazione”.( Il Cammino, settembre 2012) Questo miracolo rivela la missione di Gesù: incontro personale con ogni uomo per sbloccarci ogni cosa che ci impedisce ad arrivare alla salvezza.
- E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa fa udire i sordi e fa parlare i muti!».Il sordomuto guarito e gli amici suoi ci insegnano a ringraziare Dio. “Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non esitate a ringraziarlo”(Tobia 12, 6-7)
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