Il figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti
+ Dal Vangelo secondo Marco Santi di oggi
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Riflessione
Gesù nel vangelo odierno è ancora in viaggio verso la Gerusalemme santa. All'inizio di questo viaggio nel capitolo decimo del vangelo di Marco, Gesù cominciò a trattare alcuni temi e problematiche della vita cristiana: la sacralità e l'indissolubilità del matrimonio, il rapporto credente e la ricchezza (domenica scorsa) e oggi tratta il tema sempre attuale: il concetto cristiano di potere. Per il cristiano avere l'autorità vuol dire essere responsabile.“,l'aspirazione ai primi posti non è solo del tempo di Gesù o di oggi, ma è di sempre e si trova nella società a tutti i livelli; il cristiano è chiamato a dare un contributo importante secondo lo stille di Gesù,”scrisse un predicatore.
Alla domanda dei due cugini di Gesù, “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Egli rispose loro,”Voi non sapete quello che chiedete”. Questa voglia loro di avere il potere ha suscitato la sensibilità degli altri Apostoli cosi come avviene anche nella nostra comunità quando uno di noi ha fame e sete di potere, e Gesù non esaudisce la loro richiesta. "Gesù reagisce vivamente di fronte alla minaccia che pesa ancora una volta sulla sua comunità a causa dell’ambizione sfrenata di avere i primi posti, di conquistare il potere. La sua lezione è molto severa... Egli propone in compenso una nuova economia sociale: quella di una comunità senza potere la cui sola regola è servire, fino a offrire la propria vita per i fratelli”.
Nella società di oggi l'uomo cristiano e non, affronta il problema e la questione di autorità perché il modello dominante cui tanti uomini e donne si aspirano non è quello di Gesù: “chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”. Queste parole di Gesù sono una carta costituzionale di ogni realtà ecclesiale: parrocchia, gruppo di preghiera ecc.
L'uomo che che non accoglie il potere come servizio secondo l'invito di Gesù aspira, desidera e s'impegna ad avere il potere a tutti i costi. Delle volte tale amore per il poter nasce dall'egoismo tremendo e distruttivo e non dallo spirito di servizio. Attenzione, il poter assoluto corrompe!!!
La richiesta dei cugini di Gesù l'ha dato l'occasione di spiegarci bene il concetto Divino di autorità. L'autorità dice Gesù, è una vera chiamata al servizio.
San Paolo Apostolo senza ambiguità dice parlando dell'autorità, “con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri. E abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù,”(Fil. 2;3-5) che “pur essendo Figlio imparò l'obbedienza da ciò che parti”( Eb. 5;8) svuotò se stesso assumendo una condizione di servo...umiliò se stesso”(Fil. 2;7,8).
Nella chiesa c'è il rischio che chiunque sia che abbia la responsabilità di guida o autorità scorda che ha l'incarico di servo di tutti e che è l'ultimo fra i fratelli, “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà, sarà esaltato”(Mt. 23;11-12). A chi ha il 'potere di responsabilità' nella chiesa,sacerdoti e laici Gesù esorta e ammonisce “anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”(Lc. 17;10). Il potere e servizio esercitato nello spirito evangelico sono una testimonianza forte,“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”(Mt. 5;16). Qual' è il tuo concetto di autorità ecclesiale?Segui la mentalità di Machiavelli nel principe quando eserciti il potere? Sei opportunista? Sei servitore?
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