domenica 28 ottobre 2012

XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Rabbuni che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Marco   Santi di oggi

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

Riflessione


L'evangelico di questa XXX domenica del Tempo Ordinario ci riporta l'episodio particolare di un miracolo di Gesù.  La cui particolarità sta nella precisione anagrafi e demografo, due elementi che di solito non troviamo nei racconti evangelici. Riferisco al nome dell'uomo cieco che mendica, Batimeo e una delle città bibliche più antiche di nome Gerico dove è vento il miracolo. Ricordate della prima città conquistata da Israele sotto la guida di Giosuè dove c'è stato il crollo miracoloso delle mura?(Giosuè 6;16-27) e della parabola del buon samaritano?(Lc. 10;25-37). Queste storie riferite nelle citazioni sono ambientate a Gerico.
Il miracolo del povero cieco mendicante è segno della realizzazione del tempo messianico profetizzato secoli prima da profeta Isaia,“farò camminare i ciechi per vie che non conoscono...trasformerò davanti a loro le tenebre in luce”(Isaia 42;16). Bartimeo non era soltanto cieco, era pure povero e chiedeva l'elemosina. Una doppia disgrazia. La sua miseria più grave e la cecità. A causa del buio totale che lo circonda, in cui era immerso, egli pregò con grido forte: “Figlio di Davide abbi pietà di me” e Gesù lo esaudisce e lo guarisce prima nello spirito poi nel corpo dicendogli, “va la tua fede ti ha salvato”. Con queste ultime parole, Gesù conferma la sua guarigione dall' oscurità e cecità spirituale puoi passa alla sua guarigione fisica.
Bartimeo è simbolo della cecità spirituale che s' impossessa più facilmente l'uomo della nostra epoca. Oggi non è più endemica la cecità fisica ma quella spirituale che la mancanza di fede, etica relativismo, ed egoismo che affligge non solo la famiglia cristiana e la società  ma anche la chiesa stessa. Afflitti da questi tre mali che portano la cecità spirituale, l'uomo e donna di oggi per vedere la Vera Luce che è Cristo devono ripetere la preghiera del cuore del cieco mendicante: “figlio di Davide, abbi pietà di me,”solo la preghiera di cuore come questa può salvare l'umanità.
Il nostro grido è ignorato da tutti e dal mondo, indifferenti al nostro male. E' Lui, il Cristo, che passa per le nostre strade e, prendendo l'iniziativa ci chiama e ci salva”.( Gianfranco Ravasi).
Sentito i rumori della gente affollato intorno a Gesù, Bartimeo probabilmente già a conoscenza dei tanti miracoli di Gesù viene a sapere che passava Gesù, l'unico medico del corpo e dell'anima. Egli cominciò a implorare Gesù per la sua guarigione ma la folla come al solito nei racconti evangelici cercò di impedirlo. Più che la folla lo opprime e lo sgrida più che egli grida più forte. La folla non solo, condiziona la nostra professione di fede, influisce anche su nostro modo di vivere in Cristo. E Bartimeo è l'esempio di chi non si lascia influenzare e intimidire dalla folla (la società, famiglia, marito, moglie, fidanzato/a, amici o figli, collegi di lavoro o vicini di casa).
La folla come evidenziano i vangeli, non è sempre d'aiuto nel cammino di fede e nell'incontro con Gesù, può ostacolare o impedire l'incontro con “la luce vera, quella che illumina ogni uomo”.(Gv. 1;9) Non è da sottovalutare gli effetto che la folla esercita sul uomo in cammino di fede e con quanta fatica i personaggi evangelici con dura resistenza e insistenza hanno superato l'immensa forza della folla:
Zaccheo un riccone di base statura che desiderava di vedere Gesù che passava era impedito dalla folla a vederlo. Lui non si lascia vincere dal mondo, non si arrende e con gli sforzi salì sull'albero e Gesù lo vide e lo disse Zaccheo scendi “oggi mi fermo a casa tua”(Lc. 19;1-10)
La donna con flusso di sangue per ben 12 anni che ha spento tutto ciò che aveva per curasi, non riuscendo ad incontrare Gesù disse tra se “se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata”. S' impegnò e da dietro toccò il suo mantello.
E subito si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal 
male. (Mc. 5;25-34)
La storia del paralitico calato dal tettuccio dagli amici che non potevano portarlo dinanzi a Gesù a causa della folla ci dimostra che dobbiamo vincere la paura degli uomini e delle volte lasciaci aiutare dagli uomini stessi a vincere la folla.
(Marco 2, 1 - 12 )
Riflettere su la vicenda di Bartimeo e dei tre personaggi evangelici riferite sopra ci aiuta a comprendere bene il rapporto tra fede e miracolo: e la fede che ottiene il miracolo. “La fede è la madre dei miracoli”.(San Giovanni Crisostomo) I miracoli di Gesù sono appello alla fede.“La fede precede il miracolo, anzi è condizione perché esso si realizzi”(Giovanni Paolo II, I miracoli di Gesù come appello alla fede, 16 dicembre 1987).

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