L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto
+ Dal Vangelo secondo Marco Santi di oggi
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.
Riflessione
Il tema centrale della liturgia della domenica scorsa è 'l'invidia spirituale', una malattia gravissima che può colpire sia la parrocchia, la vocazione matrimoniale e la vocazione sacerdotale. Il servo del servo di Dio, Nun era geloso per il dono della profezia dei due uomini Eldad e Medad. Pure Giovanni quello che Gesù amava non sapeva apprezzare il dono dello Spirito Santo manifestato nell'attività pastorale di altri cristiani che operavano l'esorcismo nel nome di Gesù, e Gesù lo disse “non glielo impedite...chi non è contro di noi è per noi”.
Questa domenica invece la liturgia ci presenta il dibattito tra Gesù e i farisei sul divorzio. Questi farisei erano a conoscenza della morte tragica di Giovanni Batista decapitato perché ha criticato re Erode che ha preso in moglie la cognata, moglie del suo fratello, e cercavano di mettere re Erode contro Gesù. Ecco la loro domanda maliziosa: “è lecito a un marito ripudiare la propria moglie?” Se Gesù dicessi che non è lecito andrebbe contro la legge di Mosè che disse “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se ella, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa o se quest'altro marito, che l'aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l'aveva rinviata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che lei è stata contaminata, perché sarebbe abominio agli occhi del Signore. Tu non renderai colpevole di peccato la terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti in eredità.”(Deuteronomio 24,1-4)
D'altronde se dicessi Gesù che è lecito a un marito ripudiare la propria moglie implicherebbe che è falsa la testimonianza del Battista. “A questo punto Gesù volta la pagina e ritorna all'inizio della creazione, cioè al progetto fondamentale che Dio aveva in mente quando creò l'uomo e donna. E con un solo tratto egli evoca la pagina intensa e stupenda del c. 2 della genesi che costituisce l'odierna prima lettura. Dio aveva sognato per la coppia un'unicità assoluta.”. (G. Ravasi).Cos’è il Matrimonio per il cristiano?Il Matrimonio è il Sacramento che unisce l’uomo e la donna indissolubilmente, come sono uniti Gesù Cristo e la Chiesa sua sposa, e dà loro la Grazia di santamente convivere e di educare cristianamente i figli.
- Sono varie e complementari:
- La reciproca donazione personale, propria ed esclusiva del marito e della moglie;
- L'etero-sessualità che porta alla complementarità interpersonale;
- L'unità;
- La fedeltà;
- L'indissolubilità;
- La fecondità;
- Il bene dei coniugi (mutuo aiuto, rispetto, assistenza…);
- L'educazione dei figli;
- L'apertura e l'impegno verso la comunità cristiana e sociale.
- Tali proprietà e finalità sono rilevanti già sul piano umano, a maggior ragione lo sono nella vita cristiana, ove il matrimonio è Sacramento. (Monsignor. Raffaello Martinelli)
L'unicità dei coniugi è espresso nelle parole di Dio visto la solitudine dell'uomo, “Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”. Quest' unione tra il sesso maschile e femminile mostra la complementarietà voluto da Dio nel rapporto uomo-donna. E le parole di Adamo al vedere Eva “questa volta è osso dalle mie ossa,carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall'uomo è stata tolta”, non sono queste le parole che esprimono l'amore profondo e indica l'indissolubilità del matrimonio. E Gesù afferma l'indissolubilità del matrimonio cristiano dicendo: “non sono più due, ma una carne sola” (Mt 19, 6) “molte sono le membra, ma uno solo è il corpo... Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.”(1 Corinthians 12:20,26) Uno non può odiare il proprio corpo ma la nutri. Nella logica 'Divina-matrimoniale' di Dio, uno + uno = uno cioè l'uomo uniti alla sua donna formino una carne sola.
Oggi giorno l'uomini e donne fanno c'è chi cinque o dieci anni di fidanzamento e come avviene oggi dopo sei messi di matrimonio viene la separazione. Come mai è più facile che si lasciano? Il vecchio detto: o cresci o muori, ci spiega tutto. Tante coppie non crescano insieme di conseguenza dico che decidono di morire perché non c'è niente crescita umana, sociale e religiosa. Tanti matrimoni si spaccano in due oggi perché nel tempo di fidanzamento non solo che non s'impegnano a conoscersi in profondità, confondono passione con amore e quando non brucia più la passione, scoprono che non c'è niente che li lega insieme. Infatti “la prima necessità del matrimonio è sapere amare, perdonare, comprendere”(Barelay). Altri elementi fondamentali del matrimonio sono: pazienza, rispetto reciproco, dialogo e sacrificio.
E' interessante sapere che il primo libro della sacra scrittura inizia con l'unione di tutta la vita tra l'uomo e la donna mentre l'ultimo libro della bibbia termina con la festa nuziale con lo sposo alla fine del tempo. Paolo apostolo ci lascia una bellissima immagine paragonando il matrimonio al rapporto tra Cristo e la Sua Chiesa: “nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno, infatti, ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico come riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito”.(Efesini 5,21-33) Questa citazione Paolino indica agli sposi cristiani la qualità dell'amore e la fedeltà voluto da Dio nei coniugi.
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