Gesù come Elia e Eliseo è mandato non per i soli Giudei. Santi di oggi
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore
Riflessione
Carissimi la liturgia della parola di questa domenica ci parla della (vocazione) chiamata, l'invio del chiamato e le difficoltà che possano caratterizzare la vita e l'esperienza dell'inviato del Signore il quale: l'ostilità, il rifiuto e l'incredulità da parte del popolo. La Sacra Scrittura, mette in evidenza, spesso l'amare-gioia sorta di esperienza di ogni messaggero e il duro lavoro che deve fare per farsi accettare dal popolo. Nella prima lettura Dio chiama e manda il Suo servo e profeta Geremia a predicare la conversione e la penitenza. E Dio lo informa anche subito che la vocazione non consiste soltanto nel bello e gioioso incontro con Dio perche c'è anche l'incontro con il popolo che delle volte è 'amara': "ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti"(Ger. 1:19). Il profeta più tardi nell'esercizio del suo ministero profetico dirà lui stesso parlando del duro compito a lui affidato da Dio che è divenuto oggetto di scandalo e disprezzo tra il popolo. Colpisce queste sue parole, "me infelice! Madre mia mi ha partorito oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese"(Ger. 15:10).
Gesù nel vangelo entra nella sinagoga del Suo paese di nascita, dove è cresciuto, imparato a studiare ed a spiegare la Sacra Scrittura. E qui Egli incontra una resistenza incredibile forse più forte della Sua vita pubblica, "Gesù venne fra i Suoi, e i Suoi non L' hanno accolto"(Gv. 1:11) ed Egli non poté compiere nessuno prodigio fra i Suoi a causa della loro mancanza di fede e il rifiuto della Sua persona e messaggio. Tale rifiuto di Gesù è dovuto alla pretesa del popolo che pretendono di averlo conosciuto. Questo popolo Lo ponevano resistenza a causa dei preconcetti che avevano di Dio e perché erano diventati troppo abituati con Dio che si sono scordati che Dio è talmente grande da essere compresso pienamente dall'intelletto umano e perché troppo abituati con la parola di Dio che ammirano perché dicevano a sentire le parole di Gesù non abbiamo visto nulla di simile. Nonostante ciò non erano toccati dalle sue parole che cambia la vita e conduce alla salvezza. Padre Livio descrive in queste parole i cristiani che ammirano la parola di Dio e non si lasciano trasformare da essa perché non si apre il cuore a Dio dicendo"quando non si cresce e non si avanza sul cammino della salvezza, significa che siamo morti, come quei fiori finti che sembrano veri, ma quando li tocchi scopri che sono privi di vita". Gesù meravigliato dalla chiusura del cuore dei nazareni disse come Sua ultima reazione "nessun profeta è ben accettato nella Sua patria".
Padre Ethel ethelnwachukwu@yahoo.com
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