domenica 9 giugno 2013

X DOMENICA TEMPO ORDINARIO ANNO C


Ragazzo, dico a te, alzati!

+ Dal Vangelo secondo Luca   Santi di oggi

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, alzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».
Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore

Omelia 

La prima lettura e l'evangelo hanno in comune la realtà della resurrezione. La dottrina della resurrezione è centrale nel messaggio cristiano ma sfortunatamente, oggi, viene messo in dubbio anche da tanti cristiani. Nell'undecimo articolo del credo noi professiamo la risurrezione della carne. Quest'articolo del credo c'insegna che tutti gli uomini risusciteranno, ripigliando ogni anima il corpo che ebbe in questa vita.
(Catechismo Maggiore promulgato da S. Pio X). Il mondo secolarizzato di oggi che pensa nei termini materiali afferma che la vita umana finisce nella tomba e nel mondo cristiano si nota una nuova corrente di pensiero non compatibile con la vera fede cristiana, io descrivo questo pensiero come 'fede fai da te .' Tale fede mescola le dottrine pagane e delle religioni orientali al CREDO  cristiano, ecco perché alcuni che si dicono cristiani pur recitando il credo accettano anche le dottrine come  reincarnazione e trasmigrazione. Con la resurrezione dei giovani oggi la liturgia odierna ci manda un messaggio fortissimo che la vita dopo la vita è una nuova vita e non è una semplice rianimazione del corpo.
Il miracolo di oggi operato da Gesù a Nain resuscitando il figlio di una povera vedova è segno che Gesù è la resurrezione e la vita come attesta la Sua stessa resurrezione. E' interessante come avvenne questo miracolo, vendendo la sofferenza della vedova e la gente che piangeva Gesù fu presso da grande compassione per lei e le disse:
"non piangere… poi disse: ragazzo, dico a te alzati!".  Dio Figlio si commuove, ha compassione dell'uomo, anche alla morte del Suo amico Lazzaro, Gesù commosso pianse alla sua tomba e la gente disse "vedi come lo amava"(Gv. 11,33).  Gesù si commuove sempre di noi nella sofferenza della vita soprattutto quando ci siamo lasciati prendere dalla paura della morte e ci dice non abbiate paura, io sono la resurrezione e la vita, non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.(Giovanni 14,1-6)
Ci consola e illumina la promessa di Gesù citato sopra. E Paolo afferma con chiarezza Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto!  Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se, infatti, i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come, infatti, in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario, infatti, che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch'egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti".(1 cor 15, 12-28)


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