Prese la ferma decisione di
mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque Tu vada
+ Dal Vangelo secondo Luca
Santi di oggi
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Parola del Signore
Omelia
Il Vangelo oggi ci mette
davanti alle figure delle persone chiamate da Gesù alla Sua seguirla e le
reazioni di tali persone alla chiamata di Dio. In altre parole, Gesù li chiamò
a "diventare il portavoce, la bocca di Dio"(il cammino, Giungo 2013,
p.141) ma nessuno di loro era pronta a seguirlo subito. Mentre Gesù andava
verso la fine della sua vita terrena a Gerusalemme, un signore sente che Gesù
lo sta chiamando e dissero a Gesù, "ti seguirò dovunque tu vada".
Dalla risposta di Gesù a questa persona, "le volpi hanno le loro tane e
gli uccelli del cielo i loro nidi ma il Figlio del uomo non ha dove posare il
capo" si può intuire che era impedito a seguire Gesù a causa del suo
attaccamento alla sua casa. Essere discepolo fine a spogliarsi delle cose
mondane non è oggi facile. La comodità della casa: il televisore, il video, il
telefono, il telegiornale possano essere motivi per non dire si alla chiamata
di Dio che nell'intimo del cuore ispira ad andare alla santa messa domenicale.
L'amore e attaccamento alla propria famiglia, ai genitori, figli, moglie,
marito, fidanzato, parenti più probabilmente ci può bloccare e impedire a
rispondere alla voce divina.
Ogni chiamata richiede
la giusta obbedienza di fede e la fedeltà. "Il discepolo non ha diritto di
porre condizione e di fissare i tempi per la realizzazione della chiamata. Non
c'è risposta alla chiamata in chi fissa presupposti, fa calcoli, detta
condizioni".
Gesù ancora chiama
tutti gli uomini alla salvezza ma quanti sentono Sua voce? Quante persone diano
risposta dovuta alla vocazione cristiana? Si sente dire oggi non ci vado più in
chiesa, non ci credo più in Dio perché ha tolto la vita del mio figlio o della mia moglie? Il
male, i dispiaceri, gli ostacoli della vita oscura la mente umana e non aiuta
umano a dare risposta alla sua vocazione.
Ogni chiamata è un dono. Dio non chiama i santi
ma i peccatori come evidenzia la sacra scrittura per salvarli. Nessuno può
attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamata da Dio"(Ebrei
5,4).
Padre Ethel
ethelnwachukwu@yahoo.com
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