Tu sei il Cristo di Dio. - Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.
Dal vangelo secondo Luca Santi di oggi
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».
Parola del Signore
Omelia
Questa domenica la
liturgia della parola ci parla della sofferenza e morte di Gesù e ci vuole fa
riflettere sull'identikit di Cristo. Infatti, la domanda,"voi chi dite che
io sia?" è al centro della odierna liturgia. E qualcuno giustamente dice
che "dalla risposta che diamo a questa domanda, infatti, si decide la
nostra vita cristiana: un'abitudine che trasciniamo avanti, una tradizione
familiare a cui non abbiamo mai pensato troppo, un'assicurazione contro gli
imprevisti che potrebbero esserci dopo la morte e di cui abbiamo paura, o
l'incontro personale con una persona viva: Gesù Cristo".
La domanda di Gesù è
sempre attuale. What sort of man is Jesus? Cioè, Che tipo di uomo è
Gesù, domandava un cantante di musica gospel? Chi è Gesù per te? Chi è Gesù per l'uomo
di oggi e per i cristiani di oggi? Ritirato nella regione di Cesarea di Filippo, pochi chilometri a
Nord del lago di Tiberiade e in disparte nel momento in cui si era diffusa la Sua
popolarità a causa dei Suoi tanti miracoli.
Gesù volendo sapere se la gente ha capito chi è, fa un sondaggio
dell'opinione della folla prima e poi domandò i discepoli sulla Sua identità.
La domanda di Gesù sulla Sua identità è ancora attuale oggi: “La gente chi
dice che io sia?...voi chi dite che io sia?” Uno dopo l'altro quasi in gara
“essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno
dei profeti”.(Mc 8,28) “Ci potrà anche succedere che il nostro pensiero su
Cristo non corrisponda realmente alla sua identità, cosi come Pietro non
vorrebbe sentirlo parlare di sofferenza e di morte”(Tiberio Cantaboni)
Non soddisfatto per
niente delle chiacchiere della gente, all'improvviso pone la domanda ai Suoi
“ma voi chi dite che io sia? Dopo un momento di silenzio Pietro risponde, “tu
sei il Cristo”. Pietro nel sesto capitolo del vangelo di Giovanni ci ha
rivelato anche l'identità di Gesù in una delle sue professioni di fede più
profondo, “tu sei il Santo di Dio”. Chi
è Cristo per te? Quale immagine di Cristo ha la chiesa d'oggi? Pietro in poche
parole grazie all'illuminazione che viene dall'alto ci ha rivelato la vera
identità di Cristo, in seguito Gesù stesso ha rivelato ad altri la Sua immagine
con espressioni belle:
“Io Sono la Luce del mondo”,
“Io Sono il pane vivo”, “Io Sono la vera vite”, “Io Sono la pietra angolare”,
"Sono la risurrezione e la vita", "Sono il Buon Pastore".
Gesù è un profeta potente in parole e opere che stupisce l’umanità con il suo insegnamento
fatto con autorità. E’ colui che ci spiega una dottrina nuova non come gli
scribi, che riportavano le spiegazioni dei loro maestri, e niente dì proprio.
E’ il maestro dei maestri e il liberatore dell’uomo che piega le forze del
male. Gesù è il vincitore del male salvatore dell’uomo. Lo spirito impuro tremando
davanti alla sua santità, divinità e
maestà lo confessa “Gesù nazareno” e “il santo dì Dio”. Gli spiritacci nel
vangelo svelano la sua vera identità. L'indemoniato dì Gerasa gli va incontro
urlando a gran voce disse: che hai te in comune con me, Gesù figlio del Dio
altissimo? (marco 5,1-20). Gesù è il giudice giusto come rende evidente il
perdono della donna peccatrice. Gesù è la verità di Dio che non diceva quando
parlava, "forse" o "secondo me" o 'mi pare' ed accoglieva
tutti, i ricci e i poveri, uomini e donne, bambini, giovani e anziani, santi e
peccatori. Sa parlare con tutti e a tutti anche solo con i Suoi sguardi. E' un uomo
di dolore come descrive la prima lettura.
Quante immagini false di
Dio ci sono oggi in giro? Gli uomini
hanno prodotto secondo il loro piacimento e comodità false immagini di Dio, anche
la società ha prodotto tante false immagini. Per distruggere quelle non vere,
occorre accostarci al Vangelo, perché leggendo il Vangelo che è la rivelazione
del volto di Dio possiamo, come Pietro, rispondere con certezza alla domanda
"chi dite che io sia?".
Dopo la rivelazione di
Gesù come Messia per bocca di Pietro, Gesù annuncia il valore salvifico della
Sua sofferenza e morte in croce e ci invita rinnegare noi stessi e di prendere
la nostra croce a seguirlo. Una domanda sempre attuale che non trova mai una
risposta è: perché il dolore
dell'innocente? Quante volte abbiamo sentito le accuse contro Gesù a causa del
dolore umano? Quante bestemmie di fronte alla sofferenza? Dio non è per niente
la causa del male. La logica della croce e sofferenza è il paradosso cristiano
ed è assurdo per la ragione umana ma sapientissima per chi si salva. La
coerenza è sempre pesante ma può anche essere salvifica se la portiamo dietro a
Gesù ogni giorno.
L'apostolo Giacomo disse
,“Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di
prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la
pazienza completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza
mancare di nulla.” (Gc 1,2-4)
l'apostolo ci chiede di
soffrire con gioia perché il cristiano come il Servo sofferente è sempre
vittorioso e le prove non sono più una sconfitta nel piano di Dio ma una via
che porta alla salvezza.
S. Paolo esprime il
motivo di gioia nella sofferenza più chiara, “sono lieto delle sofferenze
che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti
di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa.”(Col 1,24)
Non scoraggiamoci nelle
difficoltà, nelle malattia, anzi dobbiamo avere fiducia in Dio perché dietro
ogni croce portata e affidata a Dio c'è la gloria. "La sofferenza, offerta
volontariamente al Signore come sacrificio, secondo le intenzioni di chi la offre,
ha un grandissimo valore espiativo per se stessi e per il prossimo" .
"Cari figli, in questi giorni, mentre festeggiate la Croce, desidero che
anche per voi la vostra croce diventi gioia. In modo particolare, cari figli,
pregate per poter accettare la malattia e le sofferenze con amore, come le ha
accettate Gesù. Soltanto così potrò, con gioia, darvi le Grazie e le guarigioni
che Gesù mi permette. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
(messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje l'11 Settembre 1986).
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