domenica 20 ottobre 2013

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui

+ Dal Vangelo secondo Luca  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore

Omelia

La liturgia della parola che oggi stiamo meditando ha come temi: la preghiera e la fede. La preghiera è strettamente legata alla fede e non si prega senza la fede come pure non c` è fede senza preghiera.“La parola fede, nella lingua semitica in cui si esprimeva Gesù, significa fermezza e certezza, sicurezza e fiducia. Richiama alla mente non tanto un'idea ma un figura: la figura del bambino che sta saldamente e fiduciosamente in braccio a sua madre. Aver fede, per Gesù, significa lasciarsi portare in braccio da Dio.”(Messale delle Domeniche e Feste) Forse i primi cristiani hanno capito meglio di noi oggi, dell'importanza di fede e di preghiera. Nelle catacombe di Roma è stata scoperta un'immagine che raffigura un cristiano che con le mani alzate prega. Un'immagine eloquente più delle parole, che ci ricorda che il cristiano è anche colui che prega. Per i santi vivere è pregare, pregare e vivere, e non sentivano di avere mai pregato abbastanza.
La prima lettura ci presenta il popolo di Dio che uscendo dalla schiavitù d'Egitto per pendere il possesso della terra promessa affrontano una battaglia contro gli Amaleciti e l'unica carta vincente è la preghiera insistente di Mosè. Quando per stanchezza Mosè abbassa le mani, avanzano e vincono i nemici mentre quando rialza le mani “la forza di Dio torna tra i combattenti d'Israele”; « Spesso dico alle persone che si deve pregare anche nella tribolazione, nell'afflizione». Nella difficoltà è necessario mantenere e lottare di più come Mosè; ma non si riesce a combattere sempre nella prova di vita. Eppure, la parola di Dio, ci invita oggi a pregare senza stancarsi mai. Questa insistenza mostra che c’è fede, e Dio esaudisce perché chi insiste e grida di più nella prova non fa altro che aggrapparsi a Dio. Colpisce la fede del cieco mendicante di Gerico che non si lasciò vincere dalla paura degli uomini ma gridò sempre di più: ''Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio, e tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.'' (Lc 18,35-43) Dio ricompensa una fede che cresce sempre di più e che chiede senza stancarsi, senza venire meno. La disperazione è il primo nemico della fede e di preghiera.
La preghiera è vitale come il respiro. Il cristiano che non spende tempo significativo in preghiera perde le grazie di Dio. Tale cristiano che non prega perde le cose più belle che solo Dio dona. San Paolo cattura l'insistenza nella preghiera cosi: ''pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.''( 1 Tessalonicesi 5,17-18) ''Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera''. (Rm.12,12)  Giacomo sull'insistenza nella preghiera disse: ''Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto''.(Gc 5,16) La preghiera è la chiave di vittoria, di successo e di maturità spirituale.
Il Signore Gesù, nel vangelo invita spesso a pregare dicendo '' vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà''.(Mc 11,24) '' Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete''. (Mt 21,22) '' Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò''.(Gv 14,13-14) Allora pregano coloro che hanno la fede perché la fede e la preghiera sono come una medaglia con due facce. L'una non esiste e non può esserci senza l'altra. Dio è contento di darci quello di cui abbiamo bisogno ma dobbiamo chiedere perché chiedendo il Padre sia glorificato nel Figlio.
Con la parabola del giudice iniquo e la vedova importuna, Gesù oggi insegna l'importanza di pregare sempre e con insistenza. A questo punto facciamo la domanda: cosa è la preghiera?
La preghiera è stare in presenza di Dio anche in silenzio senza parole, è dialogare con Dio come Abramo, la preghiera è lodare e ringraziare Dio, presentare le nostre richieste e quelle degli altre. Preghiera è comunione con Dio, è una relazione personale e filiale con Dio. Si può pregare abbastanza? Ho sentito i cristiani che non pregano criticare quelli che si mettono in ginocchio e alzano gli occhi della fede al cielo chiamandoli cristiani fanatici. Gesù pregava in luoghi deserti (Lc 5,16) e  al mattino presto si alzò quando era ancora buio e uscito si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.( Mc 1, 35) Per compiere i miracoli pregava Gesù, Sulla croce ha pregato, prima di scegliere i 12 Gesù ha pregato, la notte prima della Sua passione Gesù ha pregato. E Gesù racconta oggi una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. (Lc 18,1-8) Allora la preghiera deve essere per noi come un respiro. Ogni luogo è adatto per la preghiera come ogni occasione.  La Regina della Pace disse: ''Pregate, pregate, pregate. Pregate perché la preghiera diventa per voi come un respiro. Con la preghiera potete fermare anche la guerra. Queste sono le parole della donna orante che ancora intercede per noi come avvocata presso suo Figlio Gesù''. Una forma di preghiera che il cielo desidera che riprendiamo e il Santo Rosario. ''Attraverso il Rosario si può ottenere tutto. Secondo un grazioso paragone, è una lunga catena che collega il Cielo e la terra: una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della Beata Vergine. Finché il Rosario sarà recitato, Dio non abbandonerà il mondo, perché questa preghiera agisce potentemente sul suo cuore; è come il lievito che può rigenerare la terra. La dolce Regina del Cielo non può dimenticare i suoi figli che, incessantemente, cantano le sue lodi. Non esiste nessuna preghiera che sia più gradita a Dio, del Rosario. Anche la Chiesa ci invita ad andare a recitarlo ogni sera nel mese di ottobre,
davanti a Gesù veramente presente ed esposto sull'altare''.(Santa Teresa del Bambino Gesù)
Vi riporto alcuni insegnamenti Mariani sulla preghiera. ''Figli miei, pregate! Non posso dirvi altra cosa che questa: pregate! Sappiate che nella vita non c’è cosa più importante della preghiera.
Messaggio del 9 febbraio 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera) ''Quando pregate, dovete dedicare alla preghiera un tempo più lungo, perché la preghiera è un colloquio con Dio. La preghiera vi fà vedere tutto più chiaro. La preghiera vi fà sperimentare la gioia vera. La preghiera vi insegna a piangere. La preghiera vi fà fiorire. La preghiera non è uno scherzo, è un vero colloquio con Dio. Quanti sarebbero felici di sapere cos’è la preghiera! Voi adesso lo sapete: provate a praticarla''. Messaggio del 20 ottobre 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera) '' Cari figli, di nuovo oggi desidero invitarvi alla preghiera. Quando pregate, voi siete molto più belli: come i fiori che dopo la neve mostrano tutta la loro bellezza e tutti i colori diventano indescrivibili. Così anche voi, cari figli, dopo la preghiera mostrate davanti a Dio tutta la bellezza per divenirgli cari. Perciò, cari figli, pregate e aprite il vostro interno al Signore perché Lui faccia di voi un armonioso e bel fiore per il Paradiso...'' (Messaggio del 18 dicembre 1986)''Quando pregate, raccoglietevi, cercate di rimanere immobili, nella pace. Chiudete gli occhi oppure guardate la croce o un’immagine sacra. Durante la preghiera non gridate, piuttosto pregate con voce bassa, in modo che lo spirito sia più forte della vostra voce. Anche il canto è preghiera, ma cantare semplicemente non basta: occorre mettere tutto il cuore in ogni canto. Le vostre tensioni mettetele coscientemente nelle mani di Dio. Nulla deve disturbarvi. Anche le preoccupazioni e le distrazioni offritele a Gesù e non nascondete niente davanti a lui. Questa è la vera preghiera del cuore!''Messaggio del 10 novembre 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera) ''Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo, ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza nella preghiera, pregate con maggior ardore, lottate e meditate su quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni un qualunque pensiero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli che uniscono me e Gesù a voi. Scacciate gli altri pensieri con i quali Satana vuole ingannarvi e portarvi lontano da me.''Messaggio del 27 febbraio 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera) Questi sono alcuni messaggi di Maria a Medjugorje.






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