domenica 6 ottobre 2013

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Se aveste fede!

+ Dal Vangelo secondo Luca  Santi di oggi

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore

Omelia

Questa domenica la liturgia della parola ci parla di due cose: la fede in Dio e il servizio disinteressato ai fratelli. E’ comune alle tre letture di oggi la fede.
Il profeta Abacuc intorno al 600 a.C. lamenta a Dio per il male che vede nel paese. Il profeta era a conoscenza della brutta esperienza d'Israele nel tempo che regnò Ioiakìm padre di re Ioiachìn. Per il peccato di Ioiakìm Dio disse “Certo verrà il re di Babilonia e devasterà questo paese e farà scomparire da esso uomini e bestie? Per questo dice il Signore contro Ioiakìm re di Giuda: Egli non avrà un erede sul trono di Davide; il suo cadavere sarà esposto al calore del giorno e al freddo della notte. Io punirò lui, la sua discendenza e i suoi ministri per le loro iniquità e manderò su di loro, sugli abitanti di Gerusalemme e sugli uomini di Giuda, tutto il male che ho minacciato, senza che mi abbiano dato ascolto.”(Ger 36,27-31) “Quando divenne re, Ioiachìn aveva diciotto anni; regnò tre mesi a Gerusalemme ... Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come aveva fatto suo padre”. ( 2 Re 24,8-9) Ioiachin fu deposto a Babilonia dove mori' di vecchiaia. “Evil-Merodàch re di Babilonia, nell'anno della sua ascesa al regno, fece grazia a Ioiachìn re di Giuda e lo fece uscire dalla prigione”. ( Ger 52,31)
Il profeta Abacuc implora Dio contro le violenze e le ingiustizie. E domandò a Dio: “Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione?” (Abacuc 1,3) Ma Dio lo disse: “il giusto vivrà per la sua fede”. In un'altra parola Dio lo invita a confidare nel suo potere ed attendere con fede la liberazione di Dio, perché “la vittoria che ha vinto il mondo è la nostra fede.”(2 Gv 5,4)
La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede”. (Ebrei 11,1) La fede è il dono di Dio (Rm 12,3) e la Sua opera (At. 11,19-23) L'uomo chiunque sia, anche nella difficoltà non si scorda che “a Dio che si rivela è dovuta l'obbedienza della fede con la quale l'uomo si abbandona a Dio tutt' intero liberamente...” ( concilio Vaticano II, costituzione Dei verbum, n. 5). L'abbandono in Dio è la fede che salva da ogni male. Non dobbiamo ridurre la fede cristiana a un assenso intellettuale o una serie di enunciati che riteniamo di essere veri. La fede invece è fidarsi in Dio che si fa sentire e si rivela quotidianamente e alle sue promesse.
Dopo la denuncia della “ricchezza disonesta” e dopo avere sentito del pericolo della ricchezza gli apostoli chiesero a Gesù di aumentare la loro fede, perché si sono accorti che il distacco dalle cose è possibile solo per chi ha fede in Dio. “La parola fede, nella lingua semitica in cui si esprimeva Gesù, significa fermezza e certezza, sicurezza e fiduciaRichiama alla mente non tanto un'idea ma un figura: la figura del bambino che sta saldamente e fiduciosamente in braccio a sua madre. Aver fede, per Gesù, significa lasciarsi portare in braccio da Dio.”(Messale delle Domeniche e Feste) Alla richiesta degli apostoli Signore, “accresci in noi la fede” Egli disse loro e a noi “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.” Alla donna peccatrice Gesù ha detto: Ti sono perdonati i tuoi peccati...La tua fede ti ha salvata; và in pace! Pure alla donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, Gesù disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male.” La fede che ha ottenuto in questi due casi sono fedi di persone che hanno saputo fidarsi, buttarsi nelle mai di Gesù come bambine. Gesù pronuncia una nuova beatitudine: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20,29) Questa beatitudine è pronunciata all`uomo razionale di oggi, che se no vede e non tocca no crede. E la domanda di Gesù “quando il Figlio dell’uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”(Lc 18, 8) ci fa pensare oggi.
E con le parabole di oggi Gesù ci dice che la fede di chi crede deve manifestarsi nelle opere fatte per amore di Dio e del prossimo. La nostra testimonianza e apostolato deve essere fatta senza pretendere nulla, prestigio o ricompensa. Dobbiamo fare della nostra vita e fede un servizio umile e disinteressato a Dio e ai fratelli. Perché siamo servi inutili!




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