Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a
Dio, all’infuori di questo straniero.
+ Dal Vangelo secondo Luca Santi di oggi
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore
Omelia
Le letture di oggi ci
riportano i miracoli fatti ai lebbrosi. La prima lettura narra nel libro dei
Re, della guarigione di Nàaman (in ebraico significa "piacevolezza").
Nàaman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso
il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la
vittoria agli Aramei, ma quest' uomo prode era lebbroso ( 2 Re 5,1). Fu capo
dell'esercito arameo di Ben-Hadad II al tempo di Joram, re di Israele. Una piccola fanciulla schiava ebrea, che era
finita al servizio della moglie di Naaman le disse, ”Se il mio signore potesse
andare dal profeta che è in Samaria, certamente egli lo libererebbe dalla sua
lebbra!”( 2 Re 5,3). All`ordine del profeta Eliseo, Naaman, malato di
lebbra, è guarito mentre si lavava sette volte nel Giordano. Gli esperti della
bibbia commentano che questo fatto è un preludio misterioso del battesimo, con
cui l'uomo peccatore è purificato dal peccato.
Nel vangelo il Signore
Gesù guarisce dieci ammalati di lebbra. Uno di essi è samaritano e altri ebrei.
I samaritani erano odiati dagli ebrei, ( Gv 8,48) e “i Giudei infatti non hanno
rapporti con i Samaritani”( Gv 4,9). Molti dei samaritani credettero in Dio (Gv
4,39-42), all`origine del litigio tra di loro e i Giudei, infatti, non hanno
rapporti con i Samaritani, anche il fatto che “il re d'Assiria mandò
gente da Babilonia, da Cuta, da Avva, da Camat e da Sefarvàim e la stabilì
nelle città della Samaria al posto degli Israeliti. E quelli presero possesso
della Samaria e si stabilirono nelle sue città, ”( 2 Re 17,24) Eppure questi
dieci uomini accomunati dalla lebbra si sono associati.
Questa malattia è
simbolo di peccato che colpisce tutti gli uomini di ogni lingua e razza. Il
fatto di guarire Naaman e l'altro samaritano rivela il carattere universale
della salvezza. Sia nella prima sia nel vangelo, i samaritani si sono mostrati
più umani e più grati dei Giudei. E noi che siamo sempre in chiesa, siamo più
bravi di quelli che non hanno ancora sentito l`amore di Dio? Siamo meglio di
coloro che pur essendo cristiani; non praticano la fede? Entrambi i samaritani
hanno saputo rendere grazie a Dio. I nove ebrei sanati ritornarono a casa loro
ciascuno senza rendere grazie a Dio, forse perché pretendevano di essere stati
sanati per la loro condotta. Questo tempo la malattia, particolarmente la
lebbra era considerato come punizione da Dio per i peccati commessi.
Probabilmente per questo i nove ebrei non hanno visto il motivo per dare lode a
Dio. Mentre il samaritano Lo ringrazia. Il ringraziamento o le lodi è una forma
di preghiera, che riconosce Dio come Dio e la lode perché EGLI E' e non per il
bene che ha fatto. Dio vuole il nostro ringraziamento ma chi si ricorda di dire
grazie a Dio per il cibo, per il marito, moglie, i figli... la preghiera
liturgica, proclama: «Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del
tuo amore ci chiami a renderti grazie. I nostri inni di benedizione non
accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva (Prefazio
IV). Questa preghiera ci fa capire l'importanza del ringraziamento a Dio. I
comportamenti dei due samaritani sono un invito anche per noi alla riconoscenza
per i doni ricevuti.
La liturgia Eucaristica
(eucaristia vuol dire ringraziamento), la nostra Santa Messa è il ringraziamento
per eccellenza a Dio. Perché Dio si dona a noi, Dio s' incarna per darci la Sua
vita eterna, per darci ora sulla terra la Sua Divinità, e “Gesù di Nazareth, il quale passò
beneficando e risanando tutti...”(Atti 10,38) anche te alla tua famiglia chiede
oggi:“e gli altri...dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a
rendere gloria a Dio...” La domenica, il giorno del Signore è il giorno di
riposo ma anche di culto, di ringraziamento.
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