domenica 13 ottobre 2013

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

+ Dal Vangelo secondo Luca  Santi di oggi

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Parola del Signore

Omelia

Le letture di oggi ci riportano i miracoli fatti ai lebbrosi. La prima lettura narra nel libro dei Re, della guarigione di Nàaman (in ebraico significa "piacevolezza"). Nàaman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei, ma quest' uomo prode era lebbroso ( 2 Re 5,1). Fu capo dell'esercito arameo di Ben-Hadad II al tempo di Joram, re di Israele. Una piccola fanciulla schiava ebrea, che era finita al servizio della moglie di Naaman le disse, ”Se il mio signore potesse andare dal profeta che è in Samaria, certamente egli lo libererebbe dalla sua lebbra!”( 2 Re 5,3). All`ordine del profeta Eliseo, Naaman, malato di lebbra, è guarito mentre si lavava sette volte nel Giordano. Gli esperti della bibbia commentano che questo fatto è un preludio misterioso del battesimo, con cui l'uomo peccatore è purificato dal peccato.
Nel vangelo il Signore Gesù guarisce dieci ammalati di lebbra. Uno di essi è samaritano e altri ebrei. I samaritani erano odiati dagli ebrei, ( Gv 8,48) e “i Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani”( Gv 4,9). Molti dei samaritani credettero in Dio (Gv 4,39-42), all`origine del litigio tra di loro e i Giudei, infatti, non hanno rapporti con i Samaritani,  anche il fatto che “il re d'Assiria mandò gente da Babilonia, da Cuta, da Avva, da Camat e da Sefarvàim e la stabilì nelle città della Samaria al posto degli Israeliti. E quelli presero possesso della Samaria e si stabilirono nelle sue città, ”( 2 Re 17,24) Eppure questi dieci uomini accomunati dalla lebbra si sono associati.
Questa malattia è simbolo di peccato che colpisce tutti gli uomini di ogni lingua e razza. Il fatto di guarire Naaman e l'altro samaritano rivela il carattere universale della salvezza. Sia nella prima sia nel vangelo, i samaritani si sono mostrati più umani e più grati dei Giudei. E noi che siamo sempre in chiesa, siamo più bravi di quelli che non hanno ancora sentito l`amore di Dio? Siamo meglio di coloro che pur essendo cristiani; non praticano la fede? Entrambi i samaritani hanno saputo rendere grazie a Dio. I nove ebrei sanati ritornarono a casa loro ciascuno senza rendere grazie a Dio, forse perché pretendevano di essere stati sanati per la loro condotta. Questo tempo la malattia, particolarmente la lebbra era considerato come punizione da Dio per i peccati commessi. Probabilmente per questo i nove ebrei non hanno visto il motivo per dare lode a Dio. Mentre il samaritano Lo ringrazia. Il ringraziamento o le lodi è una forma di preghiera, che riconosce Dio come Dio e la lode perché EGLI E' e non per il bene che ha fatto. Dio vuole il nostro ringraziamento ma chi si ricorda di dire grazie a Dio per il cibo, per il marito, moglie, i figli... la preghiera liturgica, proclama: «Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie. I nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva (Prefazio IV). Questa preghiera ci fa capire l'importanza del ringraziamento a Dio. I comportamenti dei due samaritani sono un invito anche per noi alla riconoscenza per i doni ricevuti.
La liturgia Eucaristica (eucaristia vuol dire ringraziamento), la nostra Santa Messa è il ringraziamento per eccellenza a Dio. Perché Dio si dona a noi, Dio s' incarna per darci la Sua vita eterna, per darci ora sulla terra la Sua Divinità,  e “Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti...”(Atti 10,38) anche te alla tua famiglia chiede oggi:“e gli altri...dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio...” La domenica, il giorno del Signore è il giorno di riposo ma anche di culto, di ringraziamento.



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