domenica 3 novembre 2013

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Il figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Dal vangelo secondo Luca  Santi di oggi

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

Omelia

Domenica scorsa abbiamo incontrato la figura del pubblicano, quel signore, un peccatore pentito del vangelo di Luca che pregò nel tempio. La liturgia oggi ci fa vedere che Dio ha compassione di tutti, chiude gli occhi sui peccati di tutti gli uomini aspettando il loro pentimento. Il libro della Sapienza ci introduce oggi alla misericordia infinita di Dio verso l'uomo. Di questa misericordia di Dio Gesù è la manifestazione più alta, come dimostra l'episodio del vangelo di oggi che racconta la conversione del pubblicano Zaccheo.
Nella vita pubblica di Gesù e nella storia di salvezza, Gerico è una città importante,  qui Zaccheo svolgeva suo lavoro di capo dei pubblicani (capo delle esattori delle tasse). Nel libro di Giosuè 6, 16-27 che racconta la conquista di Gerico, due uomini mandati a spiare il paese erano ospitati e aiutati da una prostituta di questa città. La parabola del buon samaritano era ambientata lungo la strada che scende da Gerusalemme a Gerico (Lc 10,25-37). La guarigione del cieco Bartimeo ha avuto luogo a Gerico (Lc 18, 35-43). A Gerico Gesù ha guarito due ciechi (Mt 20,29-37)
Un'occhiata alla persona di Zaccheo: Il nome Zaccheo significa Puro. Era un pubblicano, meglio dire il principale degli esattori delle tasse, che nel tempo di Gesù era considerato nemico degli ebrei perché è dipendente di Roma e collaboratore stretto di Roma, una dominazione straniera a cui nome raccoglie le tasse. Zaccheo era visto come un traditore politico e religioso. Aveva una ricchezza disonesta, frodava le persone. I pubblicani, insieme ai prostitute, erano disprezzati. Per gli ebrei un pubblicano non aveva nessuna possibilità di salvarsi.
Eppure Gesù lo disse “oggi per questa casa è venuta la salvezza”. Dio che ci ha creati senza la nostra collaborazione non ci può salvare senza di essa. La salvezza dell'uomo avviene ad un prezzo che è l'amore di Dio e lo sforzo umano, e l'uomo per salvarsi deve aprirsi all'amore di Dio. Aprirsi vuol dire impegnarsi per la propria salvezza. Zaccheo sentito che passava Gesù non era rimasto passivo, si è messo in viaggio verso Gesù e salì su un albero per potere vedere Gesù perche era un uomo basso . “Sforzatevi di entrare per la porta stretta,” (Lc 13) diceva Gesù. Tanti sono gli esempi evangelici degli sforzi umani che hanno portato alla salvezza:

  • Bartimeo il cieco mendicante saputo che “Passa Gesù, il Nazareno!... gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me! .Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte:Figlio di Davide, abbi pietà di me!(Lc 18,37-39) E Gesù gli ridona la vista e lo disse “La tua fede ti ha salvato”.
  • La donna con il flusso di sangue, prima di incontrare e toccare Gesù pensava tra se e se: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva!” (Mc 5,25-34) Gesù la guarì e le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, và in pace e sii guarita dal tuo male”.
  • Zaccheo oggi si sforzò e salì sull'albero per la vista di Gesù.

In tutti questi casi, visti i personaggi sopra, hanno fatto gli sforzi e hanno avuto gli ostacoli che li impediva a incontrare Gesù. Ognuno di loro è stato in qualche maniera ostacolato dalla folla. La folla condizione che ci può allontanare oppure avvicinare a Gesù. E noi ci lasciamo vincere dalla folla che possono essere amici, familiari e altri che ci bloccano nel cammino di salvezza o come Zaccheo ci impegniamo a trovare altre strade per arrivare a Gesù?

Poco prima di questo viaggio Gesù ha dichiarato: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!”. (Lc 18,24) Nell’ incontro tra Gesù e Zaccheo forse alcuni discepoli erano delusi sapendo che Zaccheo è probabilmente il più ricco della città e un pubblicano. Zaccheo,  sapendo che la gente lo disprezzava,  aspettava un rimprovero da Gesù come hanno fatto i prefetti contro chi ha la ricchezza disonesta, invece Egli gli disse con amore: “oggi devo fermarmi a casa tua.” Zaccheo festeggia a casa sua l'amore di Dio che ha conosciuto nell’ incontro con Gesù. Come segno di pentimento promette di restituire le cose che non gli spettano e che ha presso. Il suo è un cambiamento radicale che si nota nel suo rapporto con la ricchezza. La legge richiede la donazione del quinto dei propri bene ai poveri e il doppio in caso di furto ma Zaccheo va oltre la prescrizione della legge e “disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto.”




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