Rallegratevi ed esultate, perché grande
è la ricompensa nei cieli
+ Dal Vangelo secondo Matteo Santi di oggi
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore
Omelia
In questa celebrazione noi onoriamo la Chiesa di Dio in cielo e
invochiamo le loro intercessioni e benedizioni. La prima lettura (apocalisse 7)
ci propone la gioiosa e grandiosa visione di una liturgia celeste celebrata da
una moltitudine immensa innumerevole, riuniti intorno al trono dell'Agnello
immolato per la nostra redenzione. Questi sono i santi che ricordiamo oggi, ed
erano in adorazione davanti a Gesù proclamando a gran voce: “La salvezza
appartiene al nostro Dio sul trono e all'Agnello”. Sono uomini, donne e
bambini “che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo, e
lingua”. In cielo ci saremo tutti i battezzati in Cristo, Italiani,
Tedeschi, Nigeriani, Polacchi perché siamo tutti quanti figli del Padre Celeste
e fratelli di Gesù Redentore. I santi rivolgono la preghiera giorno e notte a
Dio perché formino una famiglia di figli di Dio. In questo incontro pur venendo
da diverse lingue e razze, parlano l'unica lingua, quella dell'amore. Questo
linguaggio comprensibile a tutti santi s' impara già sulla terra. Questo
linguaggio è la misura di fede e la base del giudizio finale: “E se ne andranno (chi non ama), questi al supplizio eterno, e i
giusti alla vita eterna”, perché hanno amato i bisognosi. (Mt 25,31-46)
Chi sono i Santi? “Sono quelli che vengono
dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide
nel sangue dell’Agnello”. Sono i nostri fratelli maggiori che la Chiesa ci
presenta come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato
di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze,
le loro sofferenze, e anche le loro tristezze. I santi sono i beati. Sono
Coloro che hanno accolto il vangelo di Cristo e ora godono la visione
beatifica. Sono i più grandi amici di Dio, che la Chiesa celebra la fede dei
Santi oggi ci ricorda anche che esiste l'inferno. L'inferno è la pena di avere
perso la santità e il dolore di non vedere mai Dio.
Si nasce santo o si
diventa santo? Si diventa santo seguendo le orme di Cristo. Si diventa santo
sforzandoci ogni giorno di vivere da cristiano. “Sforzatevi di entrare per
la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci
riusciranno” (Lc 13,22-30) . La porta stretta è la metafora di un
cammino di vita cristiana fatto con serietà. Molti... non ci
riusciranno, diceva Chiara Lubich.
Il vangelo ci fa vedere
bene gli sforzi che hanno fatto i cristiani che ci ricordiamo oggi per
diventare santi. Ciascuno di loro ha attraversato momenti difficili, hanno portato
ognuno di loro la croce senza vacillare nella fede, speranza e carità. I Santi
mentre in terra come noi erano “poveri in spirito”, hanno “pianto”, erano
“miti”, avevano “fame e sete della giustizia”, erano “misericordiosi” e “puri
di cuore”, “operatori di pace”, erano “perseguitati per la giustizia”,
insultati, perseguitati, sparlati. Gente normale, con le loro debolezze e
fragilità come noi ma i Santi hanno saputo lavare “le loro vesti,
rendendole candide nel sangue dell’Agnello”.
La veste della prima
lettura richiama alla mente la veste bianca del battesimo. Simbolo della
purezza cristiana. Nel rito del battesimo il celebrante dice, aiutato dai tuoi
cari, portala senza macchia. I santi Sono quelli che vengono dalla grande
tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue
dell’Agnello: Ma come? Attraverso i sacramenti della penitenza e
dell'eucaristia. Il sangue di Gesù è “il sangue dell'alleanza, versato per molti, in
remissione dei peccati”.(Mt 26,26-28)
La Santa Chiesa oggi ci
propone i santi come modelli di vita. E proclama il mistero pasquale realizzato
nei Santi che hanno sofferto con Cristo e che con Lui sono ora glorificati in
Cielo. Avere a casa o portare addosso le loro reliquie o immagini ci aiuta a
ricordare la fede dei santi e le loro testimonianze. Il ricordo dei Santi ci
consola nella tribolazione e ci ricorda che siamo pellegrini sulla terra e la
nostra patria e nei cieli. Come loro anche noi se perseveriamo vedremo a faccia
a faccia come Egli E`.
Padre Ethel ethelnwachukwu@yahoo.com
Domani 2 Novembre ore 15.00 al cimitero ci sarà una messa per la Commemorazione dei Defunti
Domani 2 Novembre ore 15.00 al cimitero ci sarà una messa per la Commemorazione dei Defunti
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