domenica 24 novembre 2013

LA SOLENNITA' DI CRISTO RE DELL'UNIVERSO



Signore, ricordati quando entrerai nel tuo regno.

+ Dal Vangelo secondo Luca   santi di oggi

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore

Omelia

 Questa XXXIV Domenica, l'ultima domenica del tempo ordinario chiude l'anno liturgico. E la chiesa ci invita a riflettere su Gesù Re dell’ Eterna Gloria e sul regno da Lui instaurato. Il popolo di Dio già nell'antico testamento aspettava che si compiesse la promessa di Dio “Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che duri nei secoli”. (Salmo 89) Tutta la storia dell'antico testamento infatti, testimonia la fede nel Re che viene a salvare il Suo popolo e si aspettavano un re glorioso e potente. Ecco perchè quando è venuto, il Re della Gloria nell'umiltà e povertà umana non Lo hanno riconosciuto come tale. Noi oggi come loro, nel pensare al regno, ci vengono in mente il potere fisico, la gloria e la ricchezza. Chi ha gli occhi della fede riconosce il Re del mondo e il Suo regno già sulla terra. I magi dall'oriente si domandavano “dove è il Re dei Giudei che nato? Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adoralo”.(Mt 2,2) Pure il buon ladrone appeso sulla croce ha visto la maestà di Gesù  e gli disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».(Lc 23,42-43)
“Il dialogo tra Gesù e Pilato è trasparente e sottile. Dice Pilato: dunque tu sei il “Re dei Giudei”, che ha carattere politico, e non dice “Re d'Israele” che ha carattere religioso”(Don Cesti Giovanni). Si ricorda che re Erode, che uccise bambini innocenti, cercava di uccidere il Bambino Gesù perchè pensava come gli altri che il regno di Gesù fosse di questo mondo. Ha compiuto la strage degli innocenti per eliminare Gesù per paura che gli togliesse il suo regno. Anche alcuni dei seguaci di Gesù avevano ancora il concetto popolare del loro tempo, un esempio tipo si vede nella richiesta della madre dei figli di Zebedeo che chiese a Gesù: fa che i miei figli siedano uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra nel tuo regno. Il pensiero comune nell'epoca della dominazione/occupazione straniera era che il re che viene sarà un combattente potente, che scende dalle nubi per liberare gli Ebrei dall'oppressione, dalla schiavitù, dall'esilio babilonese e dalla dominazione romana.
Ecco tante immagini del Re sbagliati che rimane ancora fino a oggi. Tanti si domandano: se Dio è forte e potente perchè c'è il male? Perchè non elimina la fame, la guerra, l’ingiustizia ecc. Se è vero che regna Gesù è debole, dicono. Alla domanda di Pilata “Sei tu il re dei Giudei?”, Gesù rispose: “io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. E’ interessante sentire Gesù dire “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. Il Suo regno è il regno di giustizia, di verità, di amore e di pace. Gesù ci evidenzia di che tipo è la Sua regalità nella Sua reazione dopo la richiesta della madre dei figli di Zebedeo, “voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.(Mt 20,25-28)
Jesus Nazarenus Rex Judeorum (Gesù Nazareno Re dei Giudei) vuole regnare nel cuore puro e aperto a Lui. Vuole regnare nella Chiesa, nella famiglia, nella società. Regna già dove c'è l'amore, la verità, la giustizia e la pace. Chi regna nel tuo cuore, nella tua famiglia, nel tuo lavoro? Comincia a regnare nel momento in cui Lo mettiamo al primo posto nella nostra vita. Regna nel cuore pentito. Un predicatore diceva che la crisi economica, morale, sociale e religiosa d'oggi è dovuta al fatto che l'umanità non ha lasciato Gesù regnare nelle sfere economiche, morali, sociali e religiosa della vita umana. 

“Il regno di Cristo è regno di verità, di grazia, di giustizia, di misericordia. È regno, nel quale ci si inserisce con adesione libera e personale, e noi dobbiamo lasciare che Cristo regni sempre nella nostra vita; dobbiamo aprire a lui con gioia la porta del nostro spirito, farlo entrare nella nostra vita, accogliendo la sua parola e rispondendo ad essa con la fedeltà quotidiana ai nostri impegni, con una impostazione di vita, che poggi su scelte operative coerenti con la fede”.
OMELIA DÌ GIOVANNI PAOLO II Palermo, 21 novembre 1982)

Tutta la bibbia è piena della fede nel regno di pace che viene. Il profeta Daniele ha visto nelle visioni notturne, uno simile a un figlio d’uomo venire con le nubi del cielo. Gli furono dati potere, gloria e regno i popoli, nazioni e lingue lo servivano e il suo regno non sarà mai distrutto. (prima lettura) Gesù stesso ci insegna a pregare al Padre celeste “venga il tuo regno”. Nel credo noi professiamo che Gesù “è salito al Cielo e siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine”. Dobbiamo alimentare quotidianamente questa beata speranza professato nel credo, lo vedremo come Egli è. Egli è Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. (Ap 1,5-8)




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